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Se lo scrivi, ti uccido
Non è passata neanche una settimana dalle elezioni e già il vecchio Silvio le spara grosse, ma davvero tanto. Questa volta però sembra avere davvero esagerato, in tutti i sensi.
Ieri ha gentilmente ospitato Vladimir Putin nella sua modesta villa a Porto Rotondo (in Sardegna), organizzando uno spettacolo in stile bagaglino, per rinfrescarsi la mente ed essere più lucido quando sarebbe arrivato il momento di parlare delle sorti di Alitalia.
L’ultima balla epocale, sparata alla fine della campagna elettorale, era appunto quella sulla compagnia di bandiera: “nessuno dovrà vendere Alitalia, che come compagnia di bandiera deve rimanere nostra”. Però adesso si aprono le strade ad Aeroflot (compagnia russa), il che fa molto pensare. Ma non c’è solo questo di eclatante riguardo a questa visita tra grandi dittatori contemporanei.
Durante la conferenza stampa infatti, una giornalista russa ha fatto una domanda assai scomoda a Putin: gli ha chiesto se erano vere le voci sul suo segreto divorzio e sulla sua segreta relazione con un atleta olimpica. Il diretto interessato ha fulminato con lo sguardo la povera giornalista, la quale spostando gli occhi ha notato il nostro premier mimare – nella sua direzione – il gesto del mitra, facendole intendere in modo scherzoso che questa domanda “motlo scomoda” sulla vita privata dell’amico, avrebbe potuto costarle la vita.
La poverella, essendo ben a conoscenza delle morti sospette che hanno interessato molti giornalisti russi, dopo che avevano parlato male del loro capo di stato, è scoppiata in lacrime. Un addetto all’informazione del governo russo ha provveduto a consolare la giornalista disperata – la quale ormai credeva di essere alla fine dei suoi giorni – spiegandole che “Il monito di Putin contro le intrusioni nella vita privata non riguardava lei, ma tutta la stampa“.
Berlusconi ha poi peggiorato ulteriormente la situazione, affermando: “se vuole (si riferisce a Putin, ndr) uno scambio tra la stampa russa e quella italiana, io ci sto!”. Peccato però che non abbia considerato il fatto che in Russia, i giornalisti – per così dire – ribelli, non vengono esautorati con un semplice editto bulgaro, ma vengono direttamente uccisi.
Ovviamente la notizia ha fatto il giro del mondo. Ne hanno parlato tutti i principali quotidiani stranieri, sottolineando la gravità delle affermazioni e dei gesti del nostro neonato premier. Neonato non perchè sia appena salito al potere, anche perchè ormai fa politica scorretta da 14 anni, neonato perchè nemmeno un ragazzino direbbe tali stupidaggini, senza soppesare le proprie affermazioni. In Italia però, tutto è stato messo a tacere, oppure fatto passare come un semplice atto di burla, uno scherzo: che presidente simpatico che abbiamo! Ah ah ah.
La Federazione Nazionale della Stapa, però, ha definito le battute di Berlusconi a dir poco “imbarazzanti“, facendo presente che “in Russia negli ultimi dieci anni sono morti più di duecento giornalisti e non si sono mai ritrovati gli assassini”.





