La Papa-Rai
La prima notizia del TG1 delle 13:30 riguardava il Papa, il suo bellissimo viaggetto negli Stati Uniti, la sua ultima tappa a New York, le sue preghiere semplici ma dense di significato: “fate la pace e state buoni (se no mi tocca legittimare un altra guerra è non è bello)”; si è parlato del suo arrivo a Roma con l’aereo privato, alla faccia della lotta al comunismo e alla povertà nel mondo. Insomma, quasi quattro minuti (su circa trenta minuti di telegiornale) dedicati solo ed esclusivamente a fatti che non hanno alcuna rilevanza, rispetto alle vere notizie che dovrebbero interessare il nostro paese.
Ad esempio, nessun telegiornale ha sottolineato l’enorme balla raccontata dal nostro futuro premier Berlusconi, a proposito di Alitalia. Nessun telegiornale ha provato almeno a porre il problema. La televisione pubblica, la RAI, pagata con i nostri soldi, non ci informa. Non racconta la verità sui fatti. Copre le vere notizie con stupidaggini. Alla maggior parte degli italiani non gliene può fregare nulla dei viaggi ultracostosi di una persona che predica bene e razzola molto male.
Quanti ingenui cattolici pensano che le preghiere del Papa servano a fermare la politica di uno Stato? Il terrorismo fa comodo agli Stati Uniti. E’ un pretesto per aprire nuovi coflitti, per far risalire un’economia ormai in recessione. L’industria bellica deve produrre il più possibile per arricchire il paese e se ci sono tante armi, ci vuole una guerra per utilizzarle e viceversa.
Per quale motivo, il sommo pontefice, non prega per la nostra nazione, che è schiava di una politica collusa con la mafia, schiava di un sistema capitalistico improntato sull’arricchimento di una sola persona, il nostro presidente del consiglio. Schiava di un informazione manipolata.
I mafiosi sono al senato e non in galera. I corrotti sono nelle forze dell’ordine, nella finanza, nella polizia. I magistrati vengono considerati malati mentali che necessitano di una perizia psichiatrica per potere esercitare la loro professione (questa trovata del nano era uno dei punti principali del programma sovversivo della loggia P2).
Antonio Di Pietro, che nel ‘94 veniva elogiato (da Berlusconi stesso) come colui che aveva ripulito l’Italia da Mani Pulite, ora è un flagello, un pazzo, un arrogante che si è comprato la laurea.
Ma nessuno parla di tutto questo. Nessun giornale. Nessuna televisione. Tutta l’Europa libera ride alle nostre spalle. I nostri giornalisti sono considerati dei fantocci, dei servi del governo.
Mancano pochi giorni all’insediamento del nuovo premier. Mancano pochi giorni all’elezione dei nuovi mistri. Mancano pochi giorni e poi saremo governati da pazzi, gente folle che vorrà dividere l’Italia ed esaltare la supremazia di una razza, la razza padana, una delle razze più contaminate (e meno pure) della storia.
La Spagna è vicina. Ci vuole davvero poco ad arrivare in un paese vermanete libero.
TESSERA P2 DI SILVIO BERLUSCONI
Se della laurea di Di Pietro non ne sono sicuri, di questa noi lo siamo





