Archive for Maggio 2008
Partire dal nome finendo al suono
Quando la punteggiatura, la grammatica e la logica sono un optional
Da più di un anno collaboro con la rivista mensile (studentesca) BLOGmag, distribuita gratuitamente in molte scuole superiori d’Italia. Il progetto è lodevole e spesso gli articoli sono molto interessanti, nonchè scritti da ragazzi che, nonostante non siano giornalisti di professione, riescono a sfoggiare dei bei pezzi.
Ogni tanto, però, succede qualcosa di strano. Gli articoli, corretti e inviati dal giornalista (ad esempio il sottoscritto, ndr) alla redazione (rispettabilissima), vengono misteriosamente cambiati. Ora, se il cambiamento fosse dovuto ad un’eventuale correzione di errori grammaticali, o di battitura, presenti nell’articolo: tanto di cappello. Ma spesso accade che alcune frasi, scritte in un italiano perfetto, vengano modificate, risultando così illeggibili. Viene tolta parte della punteggiatura corretta, inserendo ripetizioni che nemmeno un ragazzino di prima media si sognerebbe mai di scrivere.
In opposizione a queste “modifiche” misteriose, vi è una completa superficialità nella lettura e nella conseguente pubblicazione di alcuni articoli che, invece, sembrano quasi traduzioni effettuate con il “google translator”: strumento diventato famoso per l’idiozia delle frasi che riesce a comporre. Il giornale, essendo distribuito dagli studenti per gli studenti, dovrebbe essere un buon esempio di correttezza grammaticale, visto che si tratta di una rivista.
Nel numero di questo mese, un intero articolo risultava quasi comico.
Ecco alcuni esempi tratti da quest’ultimo: « La fatica della registrazione di un album è niente in confronto a quella per farlo uscire con stile ». Sorge spontaneo chiedersi da dove deve uscire questo album e, soprattutto, quale fra le sette fatiche di Ercole è quella superata dalla band, durante la registrazione del disco di cui sopra.
Ma non è finita qui: « (…) Se poi sono passati quattro anni dalla tua comparsa negli scaffali sotto la voce “novità” devi darti da fare per un ritorno col botto » . La punteggiatura è un optional. Se a qualcuno viene corretta, qui dovrebbero proprio aggiungerla. Ma è singolare il modo in cui il “giornalista” si rivolge al lettore, sostenedo che siano passati ben quattro anni dalla comparsa di ques’ultimo (il lettore) negli scaffali. Chi l’avrebbe mai detto!
L’articolo continua parlando del nuovo singolo dei Coldplay e del ritorno dei Green
Day. A proposito di questo gruppo, segnalo la frase « La band (quale? si pensa i Green Day) vuole essere un omaggio alle radici del gruppo (cioè si auto-celebrano) a partire dal nome (…) finendo al suono ». I testi di Hegel, in confronto, erano filastrocche delle scuole elementari.
Per concludere, l’intero articolo (non tanto breve) contiene (solo) due virgole! Non sappiamo come abbiano potuto pubblicare un articolo del genere, ma possiamo essere certi del fatto che Lorenzo Bovini (il giornalista che si è occupato di questo pezzo) non ha un buon rapporto con l’italiano e, di sicuro, non ama gli incisi, le virgole e l’uso della punteggiatura.
Altre frasi esilaranti:
« (…) Il primo singolo (tratto dall’album dei Cure, ndr) è uscito il 13 Maggio e sarà così fino a settembre (cosa?) quando arriverà l’album vero e proprio (perchè il singolo, giustamente, è un album finto, ndr) »
« Il gruppo di Chris Martin porterà sugli scaffali dei negozi (occhio, magari incontrate Chris Martin proprio nel negozio di dischi sotto casa vostra, ndr) il prossimo 13 Giugno il loro ultimo album (“il gruppo” diventa plurale: “loro”; di conseguenza viene da pensare che “un gruppo” porterà l’album di non-si-sa-chi nei negozi di dischi. Forse è il gruppo dei corrieri espresso, ndr) »
Il nuovo album dei Coldplay, Viva La Vida Or Death And All His Friends, diventa « Viva la vida or death to his friends » . Qui, il traduttore automatico, ha proprio sbagliato. Bastava però una banalissima ricerca sul web per trovare centinaia di siti, i quali riportano il titolo (corretto) dell’album.
« (…) Billie Joe e soci ci sono abituati » della serie: scendimi il cane che lo piscio!
LEGGI L’ARTICOLO INCRIMINATO (Le parti evidenziate sono quele citate qui sopra. Gli errori evidenziati in rosso sono quelli più eclatanti, compreso “un incognita” senza apostrofo!)
No al decreto salva Rete4
[Articolo tratto dal quotidiano spagnolo El Mundo, si ringrazia Italia Dall'Estero per la traduzione]
ROMA – Il Governo italiano ha annunciato che modificherà il decreto legge sulle norme televisive molto criticato dall’opposizione, dato che serve a proteggere uno dei canali televisivi del primo ministro, Silvio Berlusconi.
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha annunciato che verrà ripresentato il decreto, che include un emendamento noto come “legge salva Rete 4″, per introdurvi alcune osservazioni sollevate dall’opposizione.
Il decreto in discussione alla Camera dei Deputati rappresenta il primo capitolo del duro confronto tra il nuovo esecutivo ed una buona fetta dell’opposizione, che dalla settimana scorsa cerca di rallentare ed ostacolare l’approvazione del testo in segno di protesta.
Berlusconi è proprietario del gruppo di telecomunicazioni Mediaset che, tra le altre attività, possiede 3 canali televisivi. Uno di questi, Rete 4, secondo una sentenza dovrebbe trasmettere unicamente in forma digitale, lasciando così libero lo spazio analogico a favore del canale Europa7, che non si vede in tutto il paese.
Il decreto legge in discussione ha l’obiettivo di rispondere alle obiezioni sollevate dalla Commissione Europea circa le norme che regolamentano la televisione digitale in Italia, ed è stato proposto dal prececente governo Prodi, ma è stato l’attuale governo ad aver introdotto l’emendamento che suscita ora le critiche dell’opposizione.
Questo emendamento consente a chi già occupa le frequenze di continuare a trasmettere in maniera analogico fino al passaggio definitivo dall’analogico al digitale, previsto per il 2012.
La responsabile dell’opposizione in materia di comunicazioni, Giovanna Melandri, ha annunciato che, se sarà necessario per ritardare l’approvazione della legge, “l’ostruzionismo proseguirà anche al Senato”.
Il capogruppo del partito dell’Italia dei Valori alla Camera dei Deputati, Massimo Donadi, ha accusato il presidente del governo “di varare per l’ennesima volta leggi a suo favore”.
Il Segretario di Stato Italiano alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha ripetuto che Rete 4 non ha nulla a che vedere con questo processo legislativo e ha ripetuto che c’è stata una “interpretazione errata” dello stesso.
[Noi però, come abbiamo già riportato qualche giorno fa, sappiamo che non è affatto così. Infatti, Fedele Confalonieri, ha dichiarato che "è un decreto sacrosanto, soprattutto per Rete 4"]
Per leggere l’articolo originale, clicca qui.
Porta contro porta
Vorrei aprire la rubrica “Porta Contro Porta“. Ecco di tratterà- nel limite degli impegni che mi occupano in questo periodo.
Cercheremo di riportare (più o meno dettagliatamente) il contenuto di ogni puntata di “Porta a porta” che andrà in onda a seguito di importanti avvenimenti politico-sociali. Questi ultimi saranno fatti che, in qualche modo, riguardano temi importanti per il nostro paese che vengono, ovviamente, messi a tacere dal buon vecchio Vespa.
Ciò è accaduto anche in passato per diversi motivi: certe notizie minano la fama nonchè la credibilità di Silvio Berlusconi e del suo partito; essi sono anche troppo pericolosi, poichè potrebbero suscitare interesse e scalpore nei cittadini, i quali vanno invece tenuti in un costante stato di ignoranza e passivismo.
Previti veniva arrestato: si parlava di cogne, o dei progressi della chirurgia plastica, o dei prezzi della frutta e della verdura. Temi così interessanti, per il pubblico mezzo addormentato delle 23, che non potevano non essere trasmessi, vista anche la loro utilità come eventuale cura all’insonnia.
Ebbene, noi italiani paghiamo Bruno Vespa con i nostri soldi ed è giusto che quella mosca, minacciosa per la nostra libertà di informazione, sia schiacciata o perlomeno buttata fuori dalla finestra. E’ giusto e doveroso smantellare il castello di sabbia creato ad hoc per pilotare la nostra mente.
In questi giorni si è parlato del clamoroso caso Europa 7. Tutti i principali giornali ne hanno parlato. Ne avrà parlato il vecchietto? No. Ha seguito i Tg della televisione pubblica.
21/5/2008 – Franzoni in carcere
22/5/2008 – Quanto ci ritorna in tasca? (Elogio al nuovo piano finanziario del governo Berlusconi)
26/5/2008 - Tregua Armata (Si parla dei rifiuti ma in modo distorto. Non fanno vedere gli scontri, dipingono gli atti del governo Berlusconi come miracoli compiuti da un profeta).
27/5/2008 – E’ giusta la grazia (Sempre riguardo alla Franzoni)
Questa sera, di cosa si parlerà? Non lo sappiamo ancora, ma possiamo essere ben certi di quello che non verrà assolutamente menzionato.
Viva la Rai!
Segnalazioni
Piero Ricca incontra Bruno Vespa – Il Video
I meccanismi della Disinformazione
Ecco un po’ di sana informazione libera. Una pillola di saggezza.
Cos’è la disinformazione in Italia? Per quale motivo giornalisti liberali (e non comunisti, liberali) come Marco Travaglio o la buon anima di Indro Montanelli, oppure Enzo Biagi, parlavano e parlano tutt’ora di Regime, per quanto riguarda il nostro paese?
Guardatevi questo interessante video e informatevi, miei cari cittadini!
Pensiero agli arresti domiciliari
Vi sembra possibile che, nel 2008, una famiglia normale (o quasi, visto quello che sto per raccontare) vieti al proprio figlio maggiorenne, da ormai un anno, di assistere ad un incontro sulla Legalità, che si dovrebbe tenere a Ferrara, cioè a 40 kilometri da casa del sottoscritto? A me, in tutta sincerità, non mi sembra affatto una cosa all’ordine del giorno. Perlomeno non in un paese democratico come il nostro. In Cina, sotto il regime comunista, sarebbe vietato pensino “pensare” a questa conferenza (così come nel poco-utopico 1984 di Orwell) ma, qui in Italia, nel bel paese della Pizza e del mandolino, non dovrebbe essere così. Forse, però, il motivo per cui tutto ciò accade è semplice: il nostro paese non è affatto il paese della pizza e del mandolino, ma della Mafia e di Berlusconi.
Non avendo la possibilità di utilizzare un’autovettura (visto che i miei genitori-totalitari non me ne permettono l’uso – apposta, ndr) e non essendoci mezzi di trasporto pubblici idonei (i treni non arrivano ad un orario decente e non raggiungono comodamente la mia abitazione), non potrò partecipare alla conferenza di cui sopra, non potrò avere la possibilità di parlare con il fratello di Paolo Borsellino. Non avrò la possibilità di stringere la mano e fare quattro ciacchiere, a tu per tu, con il giudice Luigi De Magistris. Non avrò la possibilità di parlare con tantissimi altri giornalisti e personaggi che della Lotta all’Illegalità ne hanno fatto una ragione di vita. Persone da ammirare.
Tutto questo “ostruzionismo”, camuffato sotto la scusa della pericolosità della strada che collega Ferrara a Bologna (pericolosità palesemente infondanta), è dovuto al fatto che gli ospiti presenti all’incontro non hanno le medesime idee politiche dei miei genitori, i quali credono fermamente nel fatto che “quelle persone dicono tante cavolate”.
Certo, i miei genitori non sono mafiosi o delinquenti, però fanno parte di quella categoria di italiani che identifica personaggi del calibro di Marco Travaglio, Salvatore Borsellino, Luigi De Magistris, Beppe Grillo ecc. come “pazzi” che fanno un uso improprio delle “armi” in loro possesso: chi del giornalismo, chi della parentela con personaggi che hanno segato la storia della legalità, chi della magistratura, chi della comicità.
Mi impediscono concretamente di partecipare ad un interessantissimo e raro incontro, su uno dei temi di attualità che più mi interessa e che più è vicino alla mia passione per il giornalismo, soprattutto la cronaca giudiziaria e i fatti legati alle mafie e al rispetto dei diritti umani. Inoltre, mi impediscono di dare libero sfogo al mio pensiero, di provare a realizzare quelli che sono i miei desideri, di pensare liberamente con la mia testa. Mettono in catene la mia libertà di espressione, gettandola agli arresti domiciali e credendo che, inquesto modo, possano “reprimere” tutte quelle idee che mi sono costruito e che non corrispondono alle loro.
Come ha detto qualche giorno fa Marco Travaglio: “Molti mi chiedono che cosa dobbiamo fare, che cosa possiamo fare: informarci. Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo”.
La difficoltà, in certi casi, sta proprio nel riuscire a trovare una buona fonte di informazione e, in tal caso, attingerne secondo le proprie esigenze.
Segnalazioni
Informazioni sull’incontro su cui parlo nell’articolo le potete trovare QUI.





