Archive for Maggio 2nd, 2008
Curriculum Vitae: Schifani
Inauguriamo la rubrica dell’Ideoteca “Curricul Vitae” con un grande personaggio politico.
Ecco infatti il Curriculum Vitae (tratto dal libro di Marco Travaglio e Peter Gomez “Se li conosci, li eviti“) del neo presidente del senato Renato Schifani.
Schifani Renato Giuseppe (FI)
Anagrafe Nato a Palermo l’11 maggio 1950.
Curriculum Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).
Soprannome Fronte del Riporto.
Segni particolari Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le «cinque alte cariche dello Stato» (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani «il principe del Foro del recupero crediti» (…)Frasi celebri «Li abbiamo fregati!» (dopo l’approvazione della legge sul legittimo sospetto, che doveva servire per spostare i processi contro Berlusconi e Previti da Milano a Brescia, 1° agosto 2002).
«Rita Borsellino sfrutta il nome del fratello per fini politici» (12 settembre 2003).
«Sono un sessantottino, ho partecipato anch’io alle occupazioni. Sto dedicando la mia vita a lui, io credo molto in Silvio Berlusconi (…) Mi sono innamorato di Berlusconi perché ho visto in lui quella naturalezza e genuinità della politica che non avevo visto in passato. È un grande stratega e un grande leader» («Libero», 29 luglio 2007 ).
«Oggi Cuffaro ha ripreso saldamente in mano il timone di una Sicilia che già è cresciuta così come i dati sul Pil e sulla disoccupazione ai minimi storici ci indicano. Dobbiamo anche riconoscere al governatore siciliano che è stato e continua ad essere l’unico garante della unitè della coalizione, risultato questo che, in un sistema maggioritario, è garanzia di stabilità e quindi di quella risorsa fondamentale per lo sviluppo che è la governabilità di un territorio. Forza Italia sarà al suo fianco in questa nuova fase di governo della Regione per sostenere quella linea riformistica che è alla base del proprio credo politico» (dopo la condanna di Cuffaro a 5 anni per favoreggiamento, Agi, 19 gennaio 2008 ).
(fonte del documento: www.chiarelettere.it)
Conflitto d’informazione
Uno dei giornali più letti, qui a Bologna e provincia, è “Il Resto del Carlino”. Certo, non è il massimo livello di informazione che un buon cittadino si aspetterebbe ma, nonostante ciò, le edicole bolognesi vendono più Carlini che Repubbliche o Corrieri della Sera.
Circa un mese fa, Per il Popolo delle Libertà (libertà provvisorie, ndr), è stato eletto alla camera anche un certo Giancarlo Mazzuca. Breve ed essenziale biografia: nato a Forlì nel 1948 si è laureato alla facoltà di Scienze Politiche ed è attualmente il direttore de Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino.
Che cosa c’è di male in tutto questo? Apparentemente, nulla. Abbiamo di fronte una persona che onestamente ha fatto la propria gavetta, ha raggiunto degli obbiettivi e delle posizioni. Quello che fa storcere un po’ il naso nella vicenda è la sua presenza in un partito; vi è un sottile, ma nello stesso tempo rilevante, conflitto di interessi.
Spesso, quando si parla di conflitto di interessi, si fa riferimento al conflitto per eccellenza, quello del Berlusca, senza però provare ad immaginare i tanti piccoli conflitti che continuano a tenere l’informazione del nostro paese sottofocata sotto un grande macigno. Il conflitto d’interessi non è solo di tipo economico.
Di conseguenza, essendo Mazzuca direttore dei quotidiani di cui sopra e facendo parte del Popolo delle Libertà, potranno mai comparire sui giornali citati notizie critiche nei confronti di questo partito? Ovviamente no. Le notizie saranno rigorosamente setacciate. Certo, nessuno è obbligato ad acquistare La Nazione o Il Resto del Carlino, ma in altri paesi civili sarebbe impensabile che il servizio pubblico d’informazione sia condizionato in così larga scala dalla politica. Oltretutto, questi giornali sono ampliamente finanziati dallo Stato, anche quelli che si definiscono del tutto “liberisti”.
Non è normale che un politico eserciti le sue pressioni manipolando l’informazione a proprio piacimento, per favorire questo o quel candidato, per far passare come “giusta” una legge che in realtà è un atto criminale nei confronti di qualsiasi libero cittadino. E soprattutto non è normale che in un paese questo problema sia sollevato da un comico, da un satirico.
Una legge sul conflitto d’interessi, in Italia, non sarebbe utile soltanto per fermare Silvio, ma servirebbe per ripulire un sistema che tiene chiusa la bocca di centinaia di persone. E’ un cane che si morde la coda: i giornali sono controllati dalla politica e della banche, che controllano le aziende, le quali di conseguenza controllano i quotidiani e i telegiornali, dato che nei loro Consigli di Amministrazione ci sono sempre le stesse persone.
Se qualcuno non credesse all’esistenza di queste ragnatele di interessi, può cliccare su questo sito e trovare tutti i collegamenti fra le varie aziende e testate giornalistiche. Dopodichè si accorgerà che sono sempre le solite facce che ruotano attorno alla stessa pietanza.
Un bolognese che vuole informarsi in modo serio non comprerebbe mai Il Resto del Carlino, che non informa ma disinforma. Ci sono tanti altri giornali che disinformano, ovviamente, ma ci sono anche tanti altri bravi giornalisti che (in casi rarissimi) riescono a passare tra le grate del setaccio politico, scrivendo articoli degni di essere letti.
Il Laureato
Dalla rubrica “Carta Canta” di Marco Travaglio.
“Di Pietro? Con una grammatica come la sua, c’è da credere che la sua laurea non sia altro che un titolo fornito dai servizi segreti” (Silvio Berlusconi, Corriere della sera, 27 marzo 2008).
“L’Unione Europea deve aiutare le cose giuste. Non deve difficoltarle” (Silvio Berlusconi, 24 aprile 2008).
“Io sono un benefattore: quando uno si trova in difficoltà, io lo disficolto” (Totò, “Sua Eccellenza si fermò a mangiare”, 1961).
- 2 Maggio 2008 -

Anagrafe Nato a Palermo l’11 maggio 1950.




