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Conflitto d’informazione

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Uno dei giornali più letti, qui a Bologna e provincia, è “Il Resto del Carlino”. Certo, non è il massimo livello di informazione che un buon cittadino si aspetterebbe ma, nonostante ciò, le edicole bolognesi vendono più Carlini che Repubbliche o Corrieri della Sera.

Circa un mese fa, Per il Popolo delle Libertà (libertà provvisorie, ndr), è stato eletto alla camera anche un certo Giancarlo Mazzuca. Breve ed essenziale biografia: nato a Forlì nel 1948 si è laureato alla facoltà di Scienze Politiche ed è attualmente il direttore de Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino.

Che cosa c’è di male in tutto questo? Apparentemente, nulla. Abbiamo di fronte una persona che onestamente ha fatto la propria gavetta, ha raggiunto degli obbiettivi e delle posizioni. Quello che fa storcere un po’ il naso nella vicenda è la sua presenza in un partito; vi è un sottile, ma nello stesso tempo rilevante, conflitto di interessi.

Spesso, quando si parla di conflitto di interessi, si fa riferimento al conflitto per eccellenza, quello del Berlusca, senza però provare ad immaginare i tanti piccoli conflitti che continuano a tenere l’informazione del nostro paese sottofocata sotto un grande macigno. Il conflitto d’interessi non è solo di tipo economico.

Di conseguenza, essendo Mazzuca direttore dei quotidiani di cui sopra e facendo parte del Popolo delle Libertà, potranno mai comparire sui giornali citati notizie critiche nei confronti di questo partito? Ovviamente no. Le notizie saranno rigorosamente setacciate. Certo, nessuno è obbligato ad acquistare La Nazione o Il Resto del Carlino, ma in altri paesi civili sarebbe impensabile che il servizio pubblico d’informazione sia condizionato in così larga scala dalla politica. Oltretutto, questi giornali sono ampliamente finanziati dallo Stato, anche quelli che si definiscono del tutto “liberisti”.

Non è normale che un politico eserciti le sue pressioni manipolando l’informazione a proprio piacimento, per favorire questo o quel candidato, per far passare come “giusta” una legge che in realtà è un atto criminale nei confronti di qualsiasi libero cittadino. E soprattutto non è normale che in un paese questo problema sia sollevato da un comico, da un satirico.

Una legge sul conflitto d’interessi, in Italia, non sarebbe utile soltanto per fermare Silvio, ma servirebbe per ripulire un sistema che tiene chiusa la bocca di centinaia di persone. E’ un cane che si morde la coda: i giornali sono controllati dalla politica e della banche, che controllano le aziende, le quali di conseguenza controllano i quotidiani e i telegiornali, dato che nei loro Consigli di Amministrazione ci sono sempre le stesse persone.

Se qualcuno non credesse all’esistenza di queste ragnatele di interessi, può cliccare su questo sito e trovare tutti i collegamenti fra le varie aziende e testate giornalistiche. Dopodichè si accorgerà che sono sempre le solite facce che ruotano attorno alla stessa pietanza.

Un bolognese che vuole informarsi in modo serio non comprerebbe mai Il Resto del Carlino, che non informa ma disinforma. Ci sono tanti altri giornali che disinformano, ovviamente, ma ci sono anche tanti altri bravi giornalisti che (in casi rarissimi) riescono a passare tra le grate del setaccio politico, scrivendo articoli degni di essere letti.

Written by matteo89

Maggio 2, 2008 a 4:22 pm

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