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Archive for Maggio 5th, 2008

Noi andiamo allo scontro

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Pubblico un articolo di ieri (4 Maggio) molto significativo, tratto dal sito della Casa delle Legalità.

La manipolazione dell’informazione è ormai palese, nella genuflessione al Potere. I fatti vengo cancellati, la verità manipolata e storpiata. I giornalisti con la schiena dritta sono minacciati, isolati, bloccati dagli editori. Noi con questa informazione china al Potere andiamo allo scontro

L’asservimento al Potere ed alla commistione tra Poteri legali e poteri illegali è sancito. Le lobby di faccendieri e speculatori sono entrate nel Tempio, nel proliferare dei conflitti di interesse dai Comuni al cuore dello Stato. Noi con questo Potere piegato dai “conflitti” andiamo allo scontro.

La mafia è ormai entrata a pieno titolo nelle Istituzioni, continua a condizionare l’economia nazionale come la più ricca e potetene “azienda” del Paese, si organizza anche le manifestazioni “anti-mafia”, è legata a uomini di Governo ed alte cariche dello Stato. Noi con le mafie e con i loro affari, con la zona grigia che la protegge e la nutre, andiamo allo scontro.

Abbiamo uno Stato che nega sostegno e dignità ai suoi servitori e che isola e abbandona quanti decidono di denunciare le mafie gli intrecci mafia-politica-massoneria-affari, come Pino Masciari, Asia e tutti gli altri che hanno fatto – per noi tutti – questa scelta coraggiosa. Noi con questo Stato andiamo allo scontro.

La corruzione e la lottizzazione è dilagante e più capillare e spregiudicata che mai, sottrae risorse pubbliche destinate al bene comune, piega nomine e cariche alla raccomandazione alla faccia della merito e della professionalità. Con questa illegalità e immoralità noi andiamo allo scontro.

La massoneria erede di quella P2 – ufficialmente sciolta – ha costruito una rete capillare dal territorio ai vertici dello Stato e si accinge ora a riscrivere la Costituzione, così come scritto nel suo programma da Licio Gelli. Noi con questa massoneria - che è sistema - andiamo allo scontro.

La normalizzazione delle coscienze, con l’infiltrazione in ogni movimento reale di passione e speranza (ed indignazione) civile e sociale, è quasi conclusa. Chi fa parte del “sistema” e scende a compromesso ha diritto di esistere perché fa il “gioco delle parti”, quanti non ci stanno vengono isolati, colpiti e cancellati. Noi con la normalizzazione e i “normalizzati” andiamo allo scontro.

La magistratura è sempre più piegata al Potere politico, sia per le norme via via approvate trasversalmente dalla politica sia per l’autoasservimento di chi non vuole “rogne”. Noi con questo colpo di stato giudiziario andiamo allo scontro.

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Written by matteo89

Maggio 5, 2008 alle 9:24 pm

La Mondadori previtizzata

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Ormai è ufficiale: la Mondadori è passata nelle mani di Berlusconi grazie a una sentenza comprata da Previti. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione il 14 luglio 2007. Da sedici anni il cavaliere, ormai di nuovo presidente del consiglio, controlla, per effetto di un reato, la principale casa editrice italiana e i suoi giornali. Conseguenze? Nessuna. Non è uno scandalo? In Italia no. Ecco i fatti.

A cavallo degli anni 80 e 90 una complicata controversia oppose la Cir di Carlo De Benedetti alla Fininvest di Silvio Berlusconi. Entrambi sostenevano di essere i padroni della Mondadori, che controllava, oltre al settore libri, La Repubblica, l’Espresso, Panorama, Epoca, vari altri periodici e 15 giornali locali. Si affidarono dunque a un arbitrato super partes, che nel 1990 – col famoso “lodo Mondadori” – diede ragione a De Benedetti. Allora Berlusconi rovesciò il tavolo e impugnò il lodo dinanzi alla Corte d’appello di Roma. Questa, con una sentenza firmata dal giudice Vittorio Metta il 24 gennaio 1991, annullò il lodo e consegnò la Mondadori a Berlusconi.

Mesi dopo, Andreotti costrinse Berlusconi a restituire una parte del gruppo (Espresso, Repubblica e giornali locali) al legittimo proprietario. Nel 1995 la Procura della Repubblica di Milano cominciò a indagare sulle sentenze comprate da Previti e scoprì che lo era pure quella del giudice Metta su Mondadori. All’indomani del verdetto, infatti, la Fininvest bonificò 3 miliardi di lire a Previti che, tramite altri due avvocati berlusconiani, fece arrivare 400 milioni in contanti a Metta.

Berlusconi è uscito dal processo grazie alla solita prescrizione. Previti, Metta e gli altri due avvocati imputati (Pacifico e Acampora), invece, sono stati condannati per corruzione. Dal 29 Agosto 2007, Previti, può svolgere servizi sociali anziché stare agli arresti domiciliari per la disposizione del tribunale di sorveglianza di Roma.

Ma nella sentenza d’appello, confermata dalla Cassazione, si afferma che il Cavaliere aveva “la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio”. Del resto, “la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”.

Questo è soltanto uno dei tanti processi che hanno coinvolto (e coinvolgono tutt’ora) il nostro futuro presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.

Rendiamoci conto di che persona governa il nostro paese. Forse si può lontanamente comprendere per quale motivo il resto del mondo ci ride dietro, per quale motivo l’Italia ha perso credibilità.

[Ringrazio l'associazione Qui Bologna Libera per parte del testo riportato, scaricabile integralmente a questo link]

Written by matteo89

Maggio 5, 2008 alle 1:30 pm