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La democrazia cristiana di Marx

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Mi sembra opportuno scrivere un articolo sul concetto di “Democrazia Cristiana” (se così possiamo definirla) espresso da Karl Marx negli Annali Franco-Tedeschi del 1844, poichè lo considero un argomento assai attuale.

Secondo il filosofo economista, l’età moderna è caratterizzata da una “scissione“, la scissione tra società civile e Stato. Nel mondo moderno l’uomo è costretto a vivere due vite: una in “terra” come borghese (cioè inserito nell’egoismo e negli interessi della società); l’altra in “cielo” come cittadino (cioè inserito nella sfera dello Stato e dell’interesse comune).

Marx considera questo “cielo” dello Stato come una pura illusione, poichè esso pretende di porsi come organo che persegue l’interesse comune, cosa verificabilmente falsa. Infatti, la società civile prende possesso dello Stato, abbassandolo a semplice strumento degli interessi delle classi più forti, anzichè essere lo Stato che prende possesso della società e la “innalza al bene comune”. Lo Stato quindi non fa altro che riflettere gli interessi particolari dei gruppi e delle classi.

Ed è proprio qui il nocciolo della questione: la grande conquista della rivoluzione francese, cioè l’uguaglianza “formale” di tutti i cittadini di fronte alla legge, non fa altro che affermare la loro disuguaglianza “sostanziale”. In altre parole, la civiltà moderna rappresenta la società dell’egoismo “reale” e, allo stesso tempo, dell’uguaglianza “illusoria” (davanti alla legge, ad esempio).

Di conseguenza, «come i cristiani – dice Marx – pur essendo tutti diseguali sulla terra, si consolano di essere tutti uguali in cielo, così gli individui di epoca borghese, pure essendo tutti diseguali nella società civile, si consolano di essere tutti uguali di fronte allo stato, il quale, nel capitalismo, non può che assumere le sembianze di una evanescente “democrazia cristiana” ».

Certo è che noi siamo abituati ad un’altra Democrazia Cristiana, quella che lascia morire per mano delle Brigate Rosse il proprio presidente, divenuto troppo scomodo, quella di Andreotti, dove i mafiosi sono diseguali sia nella società civile, sia davanti allo stato e davanti alla legge.

Written by matteo89

Maggio 13, 2008 alle 6:31 pm