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Regime: avanti tutta

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“Silvio Berlusconi, conosciamo bene la sua storia personale giudiziaria” diceva Antonio Di Pietro durante una seduta alla Camera, qualche giorno fa. Ma non poteva continuare il suo discorso a causa delle continue interruzioni dei neofascisti e dei sostenitori del cavaliere. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, invece che mediare e cercare di far continuare il deputato dell’Italia Dei Valori, esordiva dicendo: “Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest’aula e sa che è abbastanza naturale che ci siano dei limiti. OVVIAMENTE dipende unicamente da ciò che si dice.

Insomma, non bisogna assolutamente disturbare il manovratore!

Ma analizziamo in modo accurato l’intervento pseudo fascista del nostro presidente della camera (non essendo Marco Travaglio, non mi quereleranno per quello che ho appena scritto, visto che lo leggeranno poche persone, ndr). Comunque, considerare ovvia e di conseguenza, visto l’accezione della frase, considerare anche lecita un’interruzione di quel tipo, significa appoggiare tale comportamento. Di conseguenza, significa legittimare la censura delle opinioni altrui, quelle opinioni che non corrispondono alle idee della maggioranza governante. Il tutto si riassume in una parola: regime. In Italia si può sostituire questo sostantivo con un altro: Fascismo.

Molti politici che siedono in parlamento portano sulle loro spalle ideali neofascisti, del tutto simili a quelli promossi dal partito di Benito Mussolini, per non dire identici. Sorge spontaneo chiedersi: è giusto fare il processo alle intenzioni? Assolutamente no. Non c’è motivo di accanirsi contro persone che hanno ideali diversi dai nostri, anche se neofascisti, purchè queste persone non siano politici e soprattutto non stiano per mettere in atto una serie di riforme che porteranno l’Italia ad avere un governo di tipo dittatoriale.

Inquietante come cosa, vero? Sembra quasi una distopia, per dirla alla Orwell. Ma non è affatto così, purtroppo.

Il nuovo governo vorrà approvare una serie di riforme tra cui:

  • Introduzione di un Commisario per “l’emergenza ROM” – I Rom ci sono da quando io sono nato, ci sono da quando voi siete nati, ci sono da sempre. Questa normativa ha il sapore amaro delle Leggi Razziali Nazifasciste: gli Ebrei furono incolpati di essere pericolosi per la sicurezza del paese. In Italia saranno incolpati i rom. Nel nostro paese però, avvengono 13 stupri al giorno, quasi tutti per mano italiana.
  • Aumento del potere del presidente del Consiglio – Non c’è nemmeno bisogno di commentare questo punto. Quando il presidente del consiglio ha più poteri rispetto alle due camere, significa che il popolo ha meno potere, cioè significa che l’idea e il senso della democrazia (governo del popolo) si sfaldano, fino a crollare. Il “nuovo premier” per insediarsi non avrà bisogno della fiducia della Camera. Tra i suoi poteri, quello di nomina e revoca dei ministri e quello di sciogliere la Camera.
  • Diminuire ulteriormente il numero dei parlamentari – Così facendo, milioni di italiani non avranno più un rappresentante in parlamento. Questo processo è già cominciato a causa della legge elettorale “porcellum”, la quale ha eliminato l’ala sinistra del parlamento italiano, lasciando però rappresentati di estrema destra.
  • Senato Federale – “L’assemblea dei senatori perde il potere di sfiduciare il premier, che resta, con nuove regole, esclusiva della Camera” nella quale il premier avrà maggioranza assoluta e potrà spazzare via ogni tipo di opposizione. Il senato diventerà un organo subalterno, “si occuperà delle leggi che riguardano le materie su cui Stato e Regioni hanno competenze comuni”.

Questi sono solo alcuni dei punti che possono far pensare ad un governo assai vicino alla dittatura. Ce ne accorgeremo piano piano. Sarà un’ascesa lenta e indolore.

Walterloo aveva detto in tutte le lingue: non ci sarà nessun inciucio. Evidentemente non ha ben chiaro la costruzione della frase in italiano, o forse è solo un grandissimo racconta balle, visto che l’inciucio sta già avendo luogo.

Negli Stati Uniti hanno due partiti: i Democratici e i Repubblicani. In Italia il bipartitismo non esiste. Noi di partito ne abbiamo solo uno: il Partito Democratico delle Libertà (libertà vigilate, visto il cospicuo numero di condannati presenti nelle loro liste, ndr).

Come disse Marx: “La storia si ripete sempre due volte; la prima volta in tragedia, la seconda in farsa”. Se è così, prepariamoci a fare tante risate.

Written by matteo89

Maggio 17, 2008 alle 4:27 pm