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Archive for Maggio 27th, 2008

Pensiero agli arresti domiciliari

con un commento

Vi sembra possibile che, nel 2008, una famiglia normale (o quasi, visto quello che sto per raccontare) vieti al proprio figlio maggiorenne, da ormai un anno, di assistere ad un incontro sulla Legalità, che si dovrebbe tenere a Ferrara, cioè a 40 kilometri da casa del sottoscritto? A me, in tutta sincerità, non mi sembra affatto una cosa all’ordine del giorno. Perlomeno non in un paese democratico come il nostro. In Cina, sotto il regime comunista, sarebbe vietato pensino “pensare” a questa conferenza (così come nel poco-utopico 1984 di Orwell) ma, qui in Italia, nel bel paese della Pizza e del mandolino, non dovrebbe essere così. Forse, però, il motivo per cui tutto ciò accade è semplice: il nostro paese non è affatto il paese della pizza e del mandolino, ma della Mafia e di Berlusconi.

Non avendo la possibilità di utilizzare un’autovettura (visto che i miei genitori-totalitari non me ne permettono l’uso – apposta, ndr) e non essendoci mezzi di trasporto pubblici idonei (i treni non arrivano ad un orario decente e non raggiungono comodamente la mia abitazione), non potrò partecipare alla conferenza di cui sopra, non potrò avere la possibilità di parlare con il fratello di Paolo Borsellino. Non avrò la possibilità di stringere la mano e fare quattro ciacchiere, a tu per tu, con il giudice Luigi De Magistris. Non avrò la possibilità di parlare con tantissimi altri giornalisti e personaggi che della Lotta all’Illegalità ne hanno fatto una ragione di vita. Persone da ammirare.

Tutto questo “ostruzionismo”, camuffato sotto la scusa della pericolosità della strada che collega Ferrara a Bologna (pericolosità palesemente infondanta), è dovuto al fatto che gli ospiti presenti all’incontro non hanno le medesime idee politiche dei miei genitori, i quali credono fermamente nel fatto che “quelle persone dicono tante cavolate”.

Certo, i miei genitori non sono mafiosi o delinquenti, però fanno parte di quella categoria di italiani che identifica personaggi del calibro di Marco Travaglio, Salvatore Borsellino, Luigi De Magistris, Beppe Grillo ecc. come “pazzi” che fanno un uso improprio delle “armi” in loro possesso: chi del giornalismo, chi della parentela con personaggi che hanno segato la storia della legalità, chi della magistratura, chi della comicità.

Mi impediscono concretamente di partecipare ad un interessantissimo e raro incontro, su uno dei temi di attualità che più mi interessa e che più è vicino alla mia passione per il giornalismo, soprattutto la cronaca giudiziaria e i fatti legati alle mafie e al rispetto dei diritti umani. Inoltre, mi impediscono di dare libero sfogo al mio pensiero, di provare a realizzare quelli che sono i miei desideri, di pensare liberamente con la mia testa. Mettono in catene la mia libertà di espressione, gettandola agli arresti domiciali e credendo che, inquesto modo, possano “reprimere” tutte quelle idee che mi sono costruito e che non corrispondono alle loro.

Come ha detto qualche giorno fa Marco Travaglio: “Molti mi chiedono che cosa dobbiamo fare, che cosa possiamo fare: informarci. Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo”.

La difficoltà, in certi casi, sta proprio nel riuscire a trovare una buona fonte di informazione e, in tal caso, attingerne secondo le proprie esigenze.

Segnalazioni

Informazioni sull’incontro su cui parlo nell’articolo le potete trovare QUI.

Berlusconi accusato per una legge sui media

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Ecco cosa pensano gli inglesi a proposito degll’ultimo emendamento salva Rete4.

Tornato al potere da sole due settimane, il premier nonché magnate dei media Berlusconi é giá sotto il fuoco nemico per il dubbio che abbia usato il parlamento per portare avanti i suoi interessi affaristici e portato il suo paese in conflitto con Bruxelles su una serie di argomenti.

Il Governo ed i capi di partito hanno insistito venerdí sul fatto che la legge portata in parlamento giovedí rispettasse le direttive UE sull’apertura in Italia del mercato delle televisioni, che é dominato da tre canali pubblici RAI e tre Mediaset, posseduti dalla famiglia miliardaria Berlusconi.

“Ció che l’Unione Europea impone é proprio quello che stiamo facendo”, ha detto un rappresentante del partito di Berlusconi Forza Italia.

I parlamentari dell’opposizione hanno insistito sul fatto che un emendamento del Governo, presentato tra le proteste generali, é stato fatto per proteggere il canale di Mediaset Rete4 dalla competizione. La legislazione proposta, dicono, é in contrasto con una decisiona della Corte di Giustizia Europea, e darebbe adito a processi di infrazione da parte di commissari dell’UE.

Antonio di Pietro, leader del partito di opposizione Italia dei Valori, ha accusato il premier di “fare una legge a suo uso e consumo”. Riferendosi alla possibilitá di regolatori europei di multare l’Italia per €300,000 al giorno per le sue infrazioni sui media, ha aggiunto: “Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per Silvio Berlusconi”.

La Commissione Europea sta giá investigando sul prestito di 300 milioni di Euro esteso dal governo precedente alla compagnia aerea di bandiera Alitalia, per verificare se costituisca aiuto di stato illegale.

Precedentemente questa settimana, le proposte di Berlusconi puntavano ad abbattere l’immigrazione illegale e i “prolungamenti di soggiorno” di cittadini dell’Unione Europea: questo ha causato preoccupazione a Bruxelles, specialmente sul destino dei rom ai quali é stata negata la residenza in Italia.

La legislazione sui media proposta permetterebbe a Rete4 di continuare ad usare le sue frequenze analogiche terrestri fino al cambio finale alla trasmissione in digitale, che é fissato per il 2012. Si potrebbe votare in parlamento giovedí prossimo.

A gennaio, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che il sistema di trasmissione in Italia va contro le leggi dell’Unione Europea per le sue allocazioni non trasparenti di frequenze televisive. La corte suprema d’Europa é stata influenzata dal caso Europa7, una televisione privata italiana che ha vinto i diritti ad una licenza di trasmissione nel 1999 ma non ha potuto ottenere una frequenza che era stata giá allocata a Rete4.

Viviane Reading, commissario dell’UE per le telecomunicazioni, disse in quell’occasione che gli stati membri non devono usare l’allocazione di frequenze per proteggere le posizioni degli operatori esistenti.

(si ringrazia il sito “Che dicono di noi” per la traduzione)

[articolo originale di Guy Dinmore qui]

Segnalazioni

Balle Spaziali – Il secondo intervento di Marco Travaglio per rubrica Passaparola