Archive for Giugno 2008
L’immunità parlamentare
Ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo. Detto catalano che riassume perfettamente la situazione del nostro paese. In questi giorni ci hanno raccontato un numero abnorme di balle. Una balla stratosferica, ad esempio, è quella sull’immunità parlamentare.
Continuano a dirci che in molti altri paesi esiste l’immunità parlamentare, che molti altri paesi esiste un lodo schifani bis, o lodo Alfano o – meglio ancora, li raggruppiamo tutti – lodo Berlusconi (denominazione sempre azzeccata da 14 anni a questa parte). Ebbene, anche (e soprattutto) in questo caso, vi hanno raccontato un sacco di bugie. Ecco come stanno veramente le cose.
Non esiste Paese al mondo dove il Presidente del Consiglio, primo ministro o premier, chiamiamolo come vogliamo, abbia l’immunità. L’immunità è prevista per i sovrani, la Regina d’Inghilterra e il re di Spagna, per il Capo dello Stato in Francia e non per legge ma per interpretazione. E riguarda Chirac che era accusato di fare assunzioni fittizie al comune di Parigi quando era sindaco ed è stato raggiunto da questo processo quando già era Presidente della Repubblica. Si è sospeso e adesso lo processano, ché è uscito dall’Eliseo. Reato funzionale, collegato alla carica che esercitava di sindaco di Parigi, processo nato dopo l’elezione. Se fosse nato prima non l’avrebbero certamente candidato alla presidenza della Repubblica ben sapendo che dopo avrebbe potuto essere processato e condannato. Stiamo parlando di situazioni completamente diverse. In ogni caso Chirac è il Capo dello Stato e non il primo ministro. Il primo ministro non è immune in nessuna parte del mondo, anzi in Francia il primo ministro e gli altri ministri non possono essere parlamentari, quindi possono essere pure arrestati perché non hanno nemmeno l’immunità dall’arresto che hanno i parlamentari. Pensate le balle che vi raccontano. Ci sono Capi di Stato che vengono processati e stanno pure zitti, tipo Clinton che ha subito sette indagini e tre processi. Tipo Nixon, che ha subito un’indagine e si è dimesso, tipo Reagan, che ha subito tre indagini. Il presidente della repubblica di Israele, Katzav, presidente di una repubblica che è in guerra da quando è nata, si è dimesso l’anno scorso perché indagato per molestie sessuali ai danni di alcune dipendenti del suo ufficio, di alcune segretarie. E oggi si sta parlando anche delle possibili dimissioni, che forse avverranno dopo l’estate, del primo ministro Olmert, di un paese in guerra come Israele, coinvolto in un caso di fondi illeciti al partito. Ecco, lì, per evitare processi e condanne di un’alta carica dello Stato, risolvono il problema alla radice: se sei imputato non ti candidi; se vieni imputato dopo che sei stato eletto, ti dimetti. Da noi, invece, se sei stato imputato prima di venire eletto, ti candidi lo stesso, se vieni imputato dopo che sei stato eletto, abolisci i tuoi processi e poi dici anche che è colpa dei giudici.
(tratto dalla rubrica Passaparola di Marco Travaglio, 30 Giugno 2008)
SEGNALAZIONI
8 luglio, boom di adesioni: la manifestazione contro le leggi-canaglia spostata a piazza Navona. Passaparola!
Aderisci alla manifestazione
Roma, Piazza Navona, ore18
Senza intercettazioni Riina, Provenzano e Brusca non sarebbero stati catturati… – Intervista a Antonio Ingroia (PM antimafia di Palermo) di Marialaura Carcano
Bologna Pride, eravamo 20.000
Ieri, dopo anni, Bologna ha di nuovo ospitato il Gay Pride nazionale, una delle feste in maschere più colorate del mondo. Anche Berlino, Parigi, Sofia e Gerusalemme hanno sfilato in contemporanea, rempiendo le piazze e le strade di colori e di arcobaleni, urlando al mondo (in ogni modo possibile) che essere omosessuali non vuol dire affatto essere “una minaccia per la famiglia tradizionale” (qualora esistesse ancora), che essere omosessuali non è affatto contro natura. In natura l’amore omosessuale è presente, è accettato ed è anche contraccambiato.
La parata del pride di Bologna è partita dai Giardini Margherita, ha seguito tutti i viali che circondavano la città arrivando fino in piazza VII Agosto, dove ha avuto luogo la manifestazione principale, con ospiti illustri, politici ed esponenti di molte associazioni umanitarie internanzionali come Amnesty International. Lo striscione che ha aperto la parata recitava “laicità, parità, dignità”, e lo tenevano “orgogliosamente” su Vladimir Luxuria, ex deputata di Rifondazione, Marcella Di Folco, presidente del Mit, Emiliano Zaino, presidente del Cassero, Sergio Lo Giudice e Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay. C’erano anche Vittoria Franco, il ministro ombra del Pd per le pari Opportunità e Alfondo Pecoraro Scanio.
Come ci si poteva aspettare, la stampa e i telegiornali nazionali hanno reagito in modi diversi e alquanto riconoscibili. Il Tg1 non ne ha praticamente parlato. Così come il Tg5. La Repubblica ha dediato un articolo sul sito internet, completo di foto e reportage. Il Resto del Carlino, invece, ha parlato del Gay Pride soffermandosi soprattutto sull’unico “disguido” della parata: due ragazzi che sono caduti da un carro e che non si sono fatti assolutamente nulla. Però il tutto è stato presentato come una tragedia greca che aveva come sfondo una pericolosissima manifestazione “scandalosa”.
Il Bologna Pride, alla fin fine, è stata una coloratissima manifestazione ricca di musica, balli e allegria. Non mancavano di certo gli striscioni, i cartelli e le magliette con frasi provocanti nei confronti del ministro alle pari opportunità, Mara Carfagna, frasi del tutto legittime e legittimate dalle ultime dichiarazioni di quest’ultima.
Assieme ai carri c’erano anche un sacco di famiglie con bambini piccoli e non, a testimonianza del fatto che, contrariamente a quanto detto dal cardinale Cafarra e da tutto l’ambiente clericale, il Gay Pride non è assolutamente una minaccia per la famiglia. Anzi, è una voglia di ampliare il concetto di famiglia. Renderlo accessibile a tutti, senza distinzione di sesso, di razza, di scelte affattive o di naturali inclinazioni.
A Bologna eravamo più di 20.000, forse anche 30.000 visto che in Italia siamo soliti manipolare il numero dei partecipanti alle manifestazioni. Eravamo davvero tanti e questo è un segnale, un piccolo barlume di speranza che ci permette di mantenere vivo un orgoglio e di pensare che forse, un giorno, anche l’Italia apparterrà di più agli Italiani e meno al stato Vaticano e alla politica omofoba.
SEGNALAZIONI
Leggi cosa dicono a proposito del Gay Pride le maggiori testate e i media d’informazione nazionale: Il Messaggero / La Repubblica / Corriere della Sera / Il Resto del Carlino / Il Giornale / Il Tempo / L’Unità / L’Unione Sarda / RaiNews24
Ho messo via (le mie sentenze)
Il mio riadattamento della canzone di Luciano Ligabue:
Ho messo via
(Le mie sentenze)
Ho messo via le mie sentenze
Dicono così si fa
In parlamento c´è un decreto
Che difende anche Saccà
Ho messo via i miei processi
Dicono non han l´età
Tanto Mills l´ho già corrotto
e mai più lui parlerà
Ho messo via i giornalisti
Sono tranquillo adesso sì
Ora nessuno scrive nulla
O violerà la privacy
Ho messo via la verità
L´ho rimpiazzata con bugie
Son tornato come una volta
Con quelle balle che eran mie
Mi sto facendo un po´ di posto
Il caro Alfano ben lo sa
Io ho bisogno di quel lodo
E anche dell´immunità
Ho messo via le mie sentenze
Ma non mi spiego mai perché
I magistrati non metton via me
Ho messo via Walter Veltroni
Quel poverello non lo sa
Che quel “dialogo” di cui parlava
Non c´era e non ci sarà
Mi sto facendo un po´ di posto
Il caro Alfano ben lo sa
Io ho bisogno di quel lodo
E anche dell´immunità
Ho messo un po´ di processi
E tutti quanti san perché
Il pdl non mette via,
I piemme non metton via… me.

SEGNALAZIONI
La mia canzone sul blog di Marco Travaglio
L’8 luglio tutti in piazza contro le leggi-canaglia. Passaparola!
Aderisci alla manifestazione
Roma, Piazza del Pantheon, ore18
Prosciolta Clementina Forleo
Il procedimento riguardava l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni di Fassino e D’Alema
ROMA – Il gip di Milano Clementina Forleo è stata assolta dalla sezione disciplinare del Csm dall’accusa di aver violato i suoi doveri per i contenuti dell’ordinanza con la quale, nel luglio del 2007, chiese alle Camere l’autorizzazione all’uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari nell’ambito della vicenda Unipol.
FORLEO - «Avere fiducia nella giustizia prima o poi paga», Così il gip di Milano Clementina Forleo ha commentato al sua assoluzione. «La Giustizia trionfa» – ha detto, «Ora auguri a De Magistris»
IN PRECEDENZA – La richiesta formulata dalla Procura generale della Cassazione nel procedimento davanti alla Sezione disciplinare del Csm era di condannare Clementina Forleo alla censura e al trasferimento d’ufficio Clementina Forleo per i contenuti dell’ordinanza con la quale nel luglio 2007 il gip di Milano chiese alle Camere l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari, tra cui Piero Fassino e Massimo D’Alema (i cosiddetti “furbetti del quartierino”, ndr).
LE ACCUSE – La ragione per la quale la Forleo andava condannata, spiegava il sostituto pg della Cassazione Federico Sorrentino, è che aveva espresso «un abnorme e non richiesto giudizio anticipato» su alcuni di questi parlamentari che pure non erano indagati, ledendo i loro diritti ed esorbitando dalle sue competenze. E così non solo ha commesso una «grave violazione di legge», ma anche dimostrato scarso equilibrio. In quell’ordinanza, la Forleo aveva definito «consapevoli complici di un disegno criminoso» D’Alema e il senatore Nicola La Torre, ipotizzando per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E li aveva descritti come «pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in totale spregio dello stato di diritto».
[Fonte: www.corriere.it]
L’avevano fatta passare per pazza. Per una psicopatica depressa che piangeva in diretta tv, in un programma di Michele Santoro. L’avevano fatta passare come una sovversiva che usava il proprio lavoro per questioni losche. Le hanno ucciso i genitori, morti dopo uno strano incidente, a seguito di ripetute minacce di morte. Gli hanno bruciato parte della casa. L’hanno ridotta uno straccio. Ora è stata fatta giustizia.
Probabilmente possiamo ancora tenere acceso un piccolo barlume di speranza e di fiducia nei confronti di alcune istituzioni che, a quanto pare, riesco a far valere i diritti dei cittadini italiani. Dalema e Fassino però, rimarranno i furbetti del quartierino, impuniti, con il culo in parlamento per altre 24 legislature. O forse no.
SEGNALAZIONI
Forse clementina – iniziativa del blog di Beppe Grillo
La lettera di David Mills
Ecco la prova schiacciante che confermerebbe l’effettiva colpevolezza di Berlusconi per quanto riguarda il processo Mills. L’attuale primo ministro è infatti accusato di corruzione per aver “regalato” 600.000 dollari ad un suo avvocato inglese (David Mills appunto), per “ringraziarlo” dopo che egli aveva testimoniato il falso di fronte ai giudici nel processo delle mazzette alla Guardia di Finanza e nel processo dei fondi neri di All Iberian (Berlusconi fu assolto nel 2005 poichè il reato era stato depenalizzato dallo stesso imputato, così come i termini di prescrizione erano stati dimezzati).
Ripercorriamo brevemente la vicenda e poi gustiamoci assieme quel gioiello, frutto della corruzione di Silvio Berlusconi.
« Un giorno l’avvocato Mills, già consulente della Fininvest per la finanza estera, inglese, scrive una lettera al suo commercialista, Bob Drennan. Gli dice: “guarda che mister B. – che sarebbe il nostro presidente del Consiglio – mi ha fatto avere in Svizzera, tramite un suo dirigente, Bernasconi che poi è morto – seicentomila dollari. Me li ha fatti avere in nero, perché quelli sono un regalo in cambio delle mie testimonianze reticenti davanti al tribunale di Milano. Quando sono stato chiamato a testimoniare contro di lui, su di lui, nel processo delle mazzette alla GdF e nel processo dei fondi neri di All Iberian, io non è che proprio ho mentito. Ho fatto lo slalom, ho fatto lo zig zag. Non ho detto tutto quello che sapevo, e l’ho tenuto fuori – dice testualmente Milss al suo commercialista – da un mare di guai”. Questo, in Italia, ma anche in Inghilterra, si chiama falsa testimonianza perché ha giurato di dire tutta la verità. E se uno in cambio di una falsa testimonianza poi prende dei soldi questa si chiama corruzione giudiziaria del testimone.
Perché noi sappiamo di questa lettera? A Londra, il commercialista Drennan, tenuto a regole di comportamento etico strettissime, con un codice deontologico severissimo, letta quella lettera dice: “qui c’è puzza di mazzette. Qui c’è puzza di evasione fiscale”. Che cosa fa? Copre il suo cliente? Ma manco per sogno. Lo denuncia al fisco inglese. Parte l’indagine e le carte vengono trasmesse al tribunale di Milano per i reati commessi da quello che gli ha dato i soldi »
Ed ecco la lettera. Mr B è chiaramente Mr Silvio Berlusconi.
Caro Bob,
Ecco un riassunto dei fatti rilevanti.
Nel 1996 mi sono ritrovato con un dividendo di circa 1.500.000 sterline, originato dalle società di Mr B (cioè Berlusconi, ndr), al netto di spese e imposte.
Si trattava di un’iniziativa a puro titolo personale: mi sono assunto la responsabilità del rischio e ho tenuto fuori i miei soci.
Saggiamente o meno, ho informato i miei soci di ciò che ho fatto e, dal momento che per loro si è trattato di un sostanziale guadagno inatteso, mi sono offerto di pagare a ciascuno di loro, gesto che credevo essere [sic] abbastanza generoso, una cifra di circa 50.000£ o 100.000£ (credo).
Il che dimostra quanto ci si possa sbagliare, poiché insistettero affinché la transazione venisse registrata come un profitto societario. Per evitare cause legali (ci eravamo appena fusi con la Withers) ho accettato di depositare il danaro presso la mia banca fino a quando non si sarebbe stati sicuri che non venisse reclamato da terzi.
Nel 2000 era chiaro che nessuno avrebbe reclamato quel danaro (lo sapevo fin dall’inizio) e così è stato prelevato dal mio deposito e corrisposto; ho trattenuto solo 500.000£ di ciò che a quel punto si avvicinava a 2.000.000£.
Quindi tutti quei rischi e costi non mi sono valsi molto. Il costo più grande è stato lasciare la Withers. Non mi hanno chiesto di andarmene, ma mi sono sentito così a disagio, perché i miei soci della Macenzie Mills si erano presi la maggior parte dei benefici senza correre alcun rischio, che davvero non me la sono sentita di restare.
Ho trascorso gli anni 1998, 1999 e 2000 lavorando in proprio come avvocato, ed era evidente che i processi sarebbero andati avanti, che ci sarebbero stati avvocati da pagare e che avrei corso il rischio di essere accusato di qualcosa – il che si sta ora per verificare a seguito dell’ultima indagine, della quale tu sei al corrente.
Mi sono mantenuto in stretto contatto con le persone di B, che conoscevano la mia situazione.
Conoscevano, in particolare, come i miei soci si presero la maggior parte del dividendo; sapevano anche che il modo in cui io ho saputo rendere la mia testimonianza (non ho detto bugie, ma ho superato dei passaggi davvero complessi, per essere delicati) aveva tenuto Mr. B al riparo da un enorme quantità di guai nei quali l’avrei cacciato se avessi detto tutto ciò che sapevo.
Attorno alla fine del 1999, mi hanno detto che avrei ricevuto del danaro, che avrei potuto considerare come un prestito a lungo termine o come un regalo. 600.000$ sono stati depositati in un hedge found e mi è stato detto che sarebbero rimasti a mia disposizione in caso di necessità.
(Sono stati messi in un fondo perché avevo discusso di questo fondo con la persona connessa alle organizzazioni di B in molte occasioni ed era un modo indiretto di rendere i soldi disponibili.)
Per ovvie ragioni (a questo punto ero ancora un testimone d’accusa, ma la mia deposizione era già stata resa) era necessario agire con discrezione. E questo era un modo indiretto.
Alla fine del 2000 volevo investire in un altro fondo, e la mia banca mi ha fatto un prestito, avente la mia casa come garanzia etc, dell’ammontare di circa 650.000 euro. L’ho estinto liquidando i 600.000$. Allego una copia del conto in dollari.
Ho considerato il pagamento come un regalo. Cos’altro poteva essere? Non ero un loro dipendente, non agivo in loro nome, non facevo nulla per loro, avevo già reso la mia testimonianza, ma di sicuro c’era il rischio di futuri costi legali (come c’erano stati) e una buona dose d’ansia (che poi c’è stata certamente).
Così è continuato per più di otto anni fino a oggi. Il mio contratto era a conoscenza di quanto la mia capacità di generare reddito fosse stata danneggiata, e nel 1998 e nel 1999 ero stato in grado di inviare ad alcune compagnie delle parcelle dal mio studio, che sono state pagate e hanno incrementato il mio reddito. Ma questa era un’altra cosa.
Poiché ero abbastanza sicuro che la mia posizione in relazione alla CGT (tassa sul capital gain, n.d.t.) fosse complessivamente negativa, non ho dichiarato nulla in merito a queste transizioni. Se le si guardano attentamente (per esempio, da dove vengono i soldi per comprare le azioni Centurion?), sono ovviamente preoccupato sul da farsi e su come questa faccenda debba essere gestita al meglio.
Ti allego i documenti rilevanti.
Cordialmente, David Mills
* * * * *
(La lettera è stata tradotta dal blog 2più2uguale5. Per l’eggere l’originale: clicca qui)
SEGNALAZIONI
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Pronto Silvio? Le telefonate tra Silvio Berlusconi e i suoi uomini sulle attrici e la spallata al Governo Prodi (fonte: l’espresso.repubblica.it)
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