Archive for Luglio 2008
Napoli e il nuovo Regime
Emergenza rifiuti terminata? Napoli finalmente pulita? No. Napoli è stata semplicemente posta sotto un regime totalitario (come il resto del paese) che impedisce alle persone di manifestare le proprie idee e di esprimere le proprie opinioni. I media raccontano balle. Il Minculpop (Ministero della cultura popolare fascista, instituito da Mussolini per controllare i mezzi di informazioni e attuare una cosiddetta “tecnologia del consenso”) sta tornando in vita. I telegiornali nazionali riportano falsità. L’emergenza rifiuti non è affatto terminata. Anzi, ne è nata una ancora più pericolora. A voi lo sdegno.

I video di Qui Milano Libera – Domande ai parlamentari sul Lodo Alfano
Privacy e impronte digitali
Ci stanno quasi esasperando sul tema dell’emergenza intercettazioni. Tutti siamo intercettati, le nostre vite sono continuamente controllate. I giudici e i magistrati spiano ogni nostra mossa tramite il telefono cellulare. Non si può andare avanti così. Serve subito un decreto sulle intercettazioni che tuteli la privacy dei cittadini, privacy che è considerata sacra (o così sembra, NdR).
Però, di sfuggita, in qualche telegiornale, appare una notizia alquanto strana: dal 2010 saranno prese le impronte digitali a tutti i cittadini italiani e saranno anche esposte sulla loro carta d’identità. Questo per non fare discriminazioni nei confronti dei rom, ai quali le impronte verranno prese comunque. E’ come dire: dobbiamo deportare tutti gli esseri umani di una particolare etnia (rumeni, ebrei, rom?) ma per non dare nell’occhio deportiamo anche tutti quelli che stanno vicino a loro. I soliti discorsi assurdi dei nostri politici.
A questo punto sorge spontanea la domanda: ma non c’era questo smisurato bisogno di tutelare la privacy dei cittadini? Il prelevamento delle impronte digitali, anche a coloro che non hanno commesso alcun tipo di reato, è una pratica che non avviene nemmeno in uno dei paesi con i controlli i più rigidi del mondo: gli Stati Uniti.
Le impronte, come spiega Maurizio Molinari in un articolo su La Stampa, vengono prese a chi è oggetto di indagini giudiziarie, ai visitatori stranieri (a tutti, non solo ai rom o a chi appartiene particolari etnie, ndr), ai funzionari del governo o a chi svolte particolari lavori come ad esempio l’insegnante. Ma le impronte digitali di questi ultimi sono completamente assenti dalle loro carte d’identità, dalle loro patenti o dai loro passaporti. E questa è un’assoluta garanzia di riservatezza.
L’assenza delle impronte sui documenti personali dei cittadini americani è dovuta al timore di un indebito uso da parte dello stato federale, in quanto non c’è nulla di più privato delle impronte digitali. Nonostante l’America abbia appena approvato nuove leggi per estendere il controllo delle comunicazioni private dei cittadini (al contrario dell’Italia), via telefono o via internet, continua comunque a considerare le impronte un simbolo delle inviolabili libertà personali. Poichè seguendo le “tracce” lasciate da un impronta si può risalire ad ogni tipo di movimento e abitudine dell’interessato. Anche qualora esso non sia un delinquente (ed è qui il punto).
In Italia le impronte sono considerate un mezzo per fare distinzioni razziali e mediante il quale creare, in chiave moderna, nuove leggi razziali. Questi sono i frutti del nuovo regime berlusconiano. Domani arriverà l’immunità parlamentare, tra qualche mese la riforma della giustizia e poi il completo possesso delle libertà individuali dei cittadini italiani, che saranno annullate.
Dopodomani, invece, io partirò per le vacanze estive. Due settimane in giro per l’Europa. Visiterò tre paesi diversi, paesi dove la democrazia non è soltanto una bella parola. Paesi dove la libertà di espressione esiste nella realtà e non solo come sostantivo. Osserverò, farò domande, video e fotografie. Al mio ritorno avrete la possibilità di consultare tutto il materiale e magari vi verrà voglia di fare un giro fuori dal confine e respirare un po’ di libertà.
Nunc demum redit animus – Finalmente si torna a respirare
(P. C. Tacito, Agricola, a proposito della fine della dittatura di Domiziano )
SEGNALAZIONI
Intercettazioni: un disegno di legge da riformare – di Armando Spataro (procuratore aggiunto a Milano)
Passeranno alla storia come i giorni del bavaglio
Lunedì 21 luglio appuntamento a Milano con Pino Corrias, Peter Gomez, Bruno Tinti e Marco Travaglio contro le leggi-canaglia del governo Berlusconi e per la presentazione del nuovo libro di Chiarelettere: Il bavaglio (autori: Marco Lillo, Peter Gomez, Marco travaglio, introduzione di Pino Corrias).
Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria, 43 – ore 21
Lodo Alfano, dolo Berlusconi
La terza Repubblica italiana sta per assistere all’ennessima sfigurazione della sua Costituzione. Mi sembra opportuno dedicare qualche articolo all’analisi di una delle leggi più incostituzionali possibili: il volgarmente detto “lodo Alfano” o ancora meglio “dolo Berlusconi”.
Ci aveva già provato nel 2003, fallendo, Renato Schifani. No, non è un omonimo. È proprio il nostro presidente del Senato, la seconda carica dello stato, colui che il 2 giugno scorso distribuiva ad alcuni ragazzi copie della Costituzione. Il disegnatore di una legge (detta lodo Schifani) che nel 2004 fu dichiarata inconstituzionale con una sentenza della Corte Costituzione (13 Gennaio 2004).
Il lodo Alfano è pressochè identico. Vogliono farci credere che abbia tutte le credenziali per essere dichiato costituzionale (a differenza del precedente), ma non è affato così. Gli articoli della Carta che venivano violati precedentemente, il 3 e il 24, vengono distrutti anche in questo caso. E anche in questo caso la legge “viola il principio di uguaglianza e l’obbligatorietà dell’azione penale“.
Ma vediamo passo dopo passo, articolo dopo articolo, per quale motivo. Lo faremo anche grazie alle delucidazioni forniteci da Bruno Tinti, procuratore aggiunto della Repubblica di Torino, nella sua rubrica Toghe Rotte.
Il disegno di legge (approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 27 giugno 2008) recante “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato” è composto da un articolo e 8 comma.
Comma 1: Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, Presidente del Senato della Repubblica, Presidente della Camera dei deputati e Presidente del Consiglio dei ministri, sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.
Dunque, tralasciamo per ora la prima parte riguardante gli articoli 90 e 96 della Costituzione. Secondo il comma 1 le tre alte cariche dello stato e anche la quarta “bassissima” carica (il Presidente del Consiglio, cioè Berlusconi) potranno commettere qualsiasi reato e non potranno essere processati finchè conservano la carica. Potranno uccidere. Potranno violentare. Potranno ricattare. Potranno falsificare. Potranno corrompere (una delle specialità del Cainano). Potranno fare qualsiasi cosa. Per cinque anni (questa è la durata di una legislatura) non saranno passibili di alcun procedimento penale.
La prima parte del comma però dice che i processi sono sospesi “salvo i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione”. Cosa vuol dire in un linguaggio comprensibile? Significa che questa sospensione non è valida per il Presidente della Repubblica che venga imputato di alto tradimento o di attentato alla Costituzione (reati che ai cittadini italiani interessano in modo particolare); non è nemmeno valida prer il Presidente del Consiglio (e quindi sembra aprirsi uno spiraglio di luce, falso però) che può essere processato per reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni (ad esempio se promuove una legge illegittima che favorisce una sua azienda, come ad esempio quella sulle frequenza di Rete 4).
In realtà (ecco perchè lo spiraglio di luce è solo un allucinazione) per processarlo occorre l’autorizzazione del Senato o della Camera dei Deputati. In ogni caso possiamo stare più che tranquilli (come ha scritto Bruno Tinti): “il parlamento non ha mai concesso autorizzazioni a procedere quando erano previste e non le concederà di certo ora”. Il Cainano può ritenersi al sicuro, visto la maggioranza schiacciante del suo partito alla Camera e al Senato.
Quindi in sostanza: il nostro premier sarà immune da ogni tipo di reato penale per 5 anni (a meno che il governo non cada prima, ma i sogni lasciamoli nel cassetto per ora). Inoltre, come vedremo nelle prossime puntate, sarà possibile “allungare” l’immunità di altri 7 anni. Ma questo è un altro comma.
Ora rilassatevi, il peggio in fondo deve ancora venire.
L’abito non fa il prete
Mezzogiorno e mezzo. Studio Aperto, il telegiornale del gossip allo stato puro, apre con le notizie più importanti della giornata. Emergenza caldo: perchè il fatto che in estate faccia caldo, soprattutto nei primi di luglio è qualcosa di mai sentito prima; emergenza giustizia: la fiducia dei cittadini nella magistratura è ai minimi storici, tutta colpa delle toghe rosse che in continuazione gettano fango sul martire di Arcore. E poi, al centro del telegiornale, fra la notizia sulla scomparsa della ragazza italiana in vacanza in Spagna e quella della tragica morte per annegamento di una madre, ecco il cardine di tutta l’edizione: un parroco si è improvvisato poliziotto e ha arrestato un rom mentre derubava i fedeli!
Cavolo, che notiziona! La vicenda è stata descritta nei minimi particolari. Il parroco, improvvisamente assalito da un impeto di giustizialismo (in questo caso, a differenza di Di Pietro, più che lecito), ha fermato (in che modo non si sà, forse lanciandogli addosso l’acquasantiera) un rom mentre stava tentando di derubare i fedeli (tutti in un colpo solo). Innanzitutto lode al parroco che ha saputo leggere nella mente del rom, riuscendo a capire in anticipo le sue intenzioni. Peccato però che il reato di “tentato furto ai fedeli nelle parrocchie durante la santa messa” non sia stato introdotto con il Decreto Sicurezza, forse questa piccolezza era scappata all’emissario di Gesù Cristo sulla Terra quando incontrò privatamente suo padre, cioè Dio, in quel caso nelle vesti di Silvio Berlusconi.
Ad ogni modo, il sacerdote in questione era probabilmente un infiltrato di Lega Nord sotto mentite spoglie. Quando si dice l’abito non fa il monaco! In questo caso, l’abito non faceva il prete. Prete che è stato il protagonista designato per la puntata odierna della soap opera “Xenofobia: disinformiamoli tutti“, prodotta da Mediaset e trasmessa dai Tg nazionali, ogni giorno, in quasi tutte le edizioni.
Ciò che fa più ridere non è solo il fatto che ora oltre ad un esercito per le strade, ne avremmo anche uno schierato dal vaticano nelle parrocchie, no, quello che suscita un sottile riso di disgusto è che i piccoli ladri, quelli che appartengono alla microcriminalità, vengano “arrestati” (non si è ancora capito in che modo, ndr) proprio dai rappresentati di una delle istituzioni più ladre d’Italia, i quali appartengono di conseguenza ad una criminalità ben organizzata, un associazione per delinguere finalizzata alla sottrazione indebita di denaro pubblico.
Per quale motivo? Molto semplice. A milioni di cittadini italiani vengono sottratte, ogni anno, quasi a loro insaputa, piccolissime somme di denaro che, una volta sommate, risultano un introito annuo di quasi un miliardo di euro. In questo articolo di Cinzia Sciuto viene ripercorsa la storia dell’otto per mille alla chiesa cattolica. Inoltre è mostrato in cosa consiste il subdolo inganno architettato dalla politica italiana, assieme al Vaticano.
Così abbiamo i nuovi James Bond in veste sacerdotale che arrestano presunti criminali colti in flagranza di reato (sempre presunto) che, essendo giustamente mantenuti dai cittadini italiani, si prendono anche la briga di svolgere loro stessi il lavoro delle forze dell’ordine. La Chiesa Cattolica non dà più da mangiare agli affamati, adesso si è specializzata nell’arresto dei bisognosi: in carcere di sicuro qualcosa da mangiare glielo danno. Lo fanno per il loro bene.
Non resta che pensare a quale notizia apparirà sui giornali tra qualche giorno, visto il clima di “alta tensione” creato dai media. Forse qualcosa di simile a “Rom bloccato e arrestato dal coro di una parrocchia. Rubava denaro ai fedeli! In realtà è stato un grosso sbaglio: si trattava solo dell’uomo addetto alla raccolta delle offerte”.
La sicurezza sia con voi.
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Suspence… la poesia di Carlo Cornaglia
Timor d’intercettazioni.
Perché Silvio Berlusconi
sembra un pavido caimano?
La prendiamo da lontano.
Latin lover fu, e caliente,
da quand’era adolescente.
Pur nel diventare sposo
Silvio fu molto focoso:…
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Discriminazione, no grazie
L’Italia è, a tutti gli effetti, un paese membro dell’Unione Europea anche se molte delle nostre leggi sembrano scritte sotto dettatura dello stato vaticano. Soprattutto quelle riguardanti le discriminazioni in merito ad omosessuali e coppie di fatto.
Fortunatamente però, essendo membri dell’Unione Europea, siamo anche soggetti al giudizio della “Corte europea dei diritti dell’uomo“, organo atto a far rispettare quelle leggi che tutalano anche “le diversità”.
Proprio ieri, 3 Luglio, la Corte Europea ha emesso una sentenza a favore delle persone omosessuali, per quanto riguarda le procedure di adozione. Con la sentenza del 22 gennaio 2008 n. 43546/02 E.B. c. Francia la Corte ha stabilito che nell’iter per l’adozione di un minore non deve essere discriminata la persona omosessuale.
La discriminazione di cui sopra (violazione art. 14 della Convenzione) si sarebbe verificata in Francia, ai danni della ricorrente E.B. “la quale aveva patito anche indebite interferenze sulla sua vita privata (violazione art. 8 della Convenzione) durante il procedimento amministrativo e giurisdizionale per ottenere l’adozione di un bambino”. L’adozione, alla fine, le era stata rifiutata.
Lo stato francese è stato condannato a pagare un risarcimento e le spese processuali. La Corte ha deciso a maggioranza, con l’opinione contraria di alcuni giudici, riportata in calce al provvedimento.
In Italia non si discute se concdere l’adozione ad una coppia omosessuale o meno. No, sarebbe troppo bello. In Italia si discute ancora se considerare un omosessuale un malato mentale o meno. Un animale o un essere umano. In questi casi, vergognamoci di essere italiani.
Leggi la sentenza in inglese sul sito della Corte





