Archive for Luglio 4th, 2008
Discriminazione, no grazie
L’Italia è, a tutti gli effetti, un paese membro dell’Unione Europea anche se molte delle nostre leggi sembrano scritte sotto dettatura dello stato vaticano. Soprattutto quelle riguardanti le discriminazioni in merito ad omosessuali e coppie di fatto.
Fortunatamente però, essendo membri dell’Unione Europea, siamo anche soggetti al giudizio della “Corte europea dei diritti dell’uomo“, organo atto a far rispettare quelle leggi che tutalano anche “le diversità”.
Proprio ieri, 3 Luglio, la Corte Europea ha emesso una sentenza a favore delle persone omosessuali, per quanto riguarda le procedure di adozione. Con la sentenza del 22 gennaio 2008 n. 43546/02 E.B. c. Francia la Corte ha stabilito che nell’iter per l’adozione di un minore non deve essere discriminata la persona omosessuale.
La discriminazione di cui sopra (violazione art. 14 della Convenzione) si sarebbe verificata in Francia, ai danni della ricorrente E.B. “la quale aveva patito anche indebite interferenze sulla sua vita privata (violazione art. 8 della Convenzione) durante il procedimento amministrativo e giurisdizionale per ottenere l’adozione di un bambino”. L’adozione, alla fine, le era stata rifiutata.
Lo stato francese è stato condannato a pagare un risarcimento e le spese processuali. La Corte ha deciso a maggioranza, con l’opinione contraria di alcuni giudici, riportata in calce al provvedimento.
In Italia non si discute se concdere l’adozione ad una coppia omosessuale o meno. No, sarebbe troppo bello. In Italia si discute ancora se considerare un omosessuale un malato mentale o meno. Un animale o un essere umano. In questi casi, vergognamoci di essere italiani.
Leggi la sentenza in inglese sul sito della Corte
Caro Silvio tuo Giorgio
Il presidente della repubblica Napolitano avrebbe dovuto scrivere una lettera al premier Berlusconi, ma non l’ha mai inviata. Ecco la lettera che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha inviato al premier, Silvio Berlusconi.
“Caro Silvio, scusa se ti distolgo dai provini di Raifiction, ma come capo dello Stato, presidente del Csm e garante supremo della Costituzione, alcuni dubbi mi assalgono. La lettera al presidente del Senato in cui ti assolvi da solo mi aveva quasi convinto della tua innocenza. Poi ho letto la lettera dell’avvocato Mills al suo commercialista a proposito di quei 600 mila dollari come ‘regalo’ per le sue false testimonianze in tuo favore, e
le tue telefonate con Agostino Saccà. E son tornato al punto di partenza. Meglio lasciarlo stabilire dai giudici, se sei colpevole o innocente: li paghiamo per questo. Tu dici che sono prevenuti: lo penso anch’io, infatti finora han sempre trovato il modo di salvarti, fra prescrizioni, attenuanti generiche e insufficienze di prove. Tu dici che non hai tempo per governare e preparare le udienze, ma ti sottovaluti: alla peggio, puoi sempre rubare un po’ di tempo ad Apicella e alle ‘fanciulle’ di Raifiction. Vedrai che ce la fai. E poi dovevi pensarci prima: quando un imputato si candida a premier, il rischio di essere condannato una volta eletto lo mette in conto. Tu dici che gli italiani ti hanno votato: appunto, pensavano che il processo andasse avanti. Anche perché ti eri dimenticato di avvertirli che avresti usato i loro voti come un giudizio di Dio sostitutivo a quello dei giudici, per giunta con un Lodo Barabba imposto da te medesimo. Tu dici che l’immagine dell’Italia all’estero verrebbe guastata da una tua condanna per corruzione. Ma se la dai per scontata, qualcuno penserà che sei colpevole. E poi mettiti nei miei panni: sarebbe molto peggio, per l’Italia che io rappresento, tenersi per cinque anni un premier che non si sa se sia un perseguitato o un corruttore. Tu ricordi che fino al ‘93 c’era l’immunità parlamentare, ma ricordi male: la Costituzione consentiva alle Camere di negare l’autorizzazione a procedere in caso di ‘fumus persecutionis’, cioè di qualche parlamentare perseguitato da toghe politicizzate senza uno straccio di prova. Ma qui le prove non vengono da toghe più o meno politicizzate, bensì dal tuo consulente Mills e dalla tua voce registrata al telefono con l’amico Saccà.
E poi l’immunità era stata pensata dai padri costituenti per difendere le opposizioni da eventuali agguati di giudici legati al governo con accuse per reati politici, non per proteggere il capo del governo da accuse per reati comuni. Tu dici che ‘nelle altre democrazie’ il Lodo Schifani-Alfano esiste già. Ho chiesto in giro e – a parte che nessuno conosce Schifani né Alfano – mi han detto che i premier non hanno immunità in nessuna democrazia del mondo. Sono immuni solo i re e il presidente della Repubblica francese. Quindi non firmo. Se ne riparla se e quando prenderai il mio posto. O quando ti sarai incoronato Re d’Italia. Tuo Giorgio“.
SEGNALAZIONI
Aspirante al Soglio – di Marco Travaglio (Carta Canta)





