Discriminazione, no grazie
L’Italia è, a tutti gli effetti, un paese membro dell’Unione Europea anche se molte delle nostre leggi sembrano scritte sotto dettatura dello stato vaticano. Soprattutto quelle riguardanti le discriminazioni in merito ad omosessuali e coppie di fatto.
Fortunatamente però, essendo membri dell’Unione Europea, siamo anche soggetti al giudizio della “Corte europea dei diritti dell’uomo“, organo atto a far rispettare quelle leggi che tutalano anche “le diversità”.
Proprio ieri, 3 Luglio, la Corte Europea ha emesso una sentenza a favore delle persone omosessuali, per quanto riguarda le procedure di adozione. Con la sentenza del 22 gennaio 2008 n. 43546/02 E.B. c. Francia la Corte ha stabilito che nell’iter per l’adozione di un minore non deve essere discriminata la persona omosessuale.
La discriminazione di cui sopra (violazione art. 14 della Convenzione) si sarebbe verificata in Francia, ai danni della ricorrente E.B. “la quale aveva patito anche indebite interferenze sulla sua vita privata (violazione art. 8 della Convenzione) durante il procedimento amministrativo e giurisdizionale per ottenere l’adozione di un bambino”. L’adozione, alla fine, le era stata rifiutata.
Lo stato francese è stato condannato a pagare un risarcimento e le spese processuali. La Corte ha deciso a maggioranza, con l’opinione contraria di alcuni giudici, riportata in calce al provvedimento.
In Italia non si discute se concdere l’adozione ad una coppia omosessuale o meno. No, sarebbe troppo bello. In Italia si discute ancora se considerare un omosessuale un malato mentale o meno. Un animale o un essere umano. In questi casi, vergognamoci di essere italiani.
Leggi la sentenza in inglese sul sito della Corte





