L’abito non fa il prete
Mezzogiorno e mezzo. Studio Aperto, il telegiornale del gossip allo stato puro, apre con le notizie più importanti della giornata. Emergenza caldo: perchè il fatto che in estate faccia caldo, soprattutto nei primi di luglio è qualcosa di mai sentito prima; emergenza giustizia: la fiducia dei cittadini nella magistratura è ai minimi storici, tutta colpa delle toghe rosse che in continuazione gettano fango sul martire di Arcore. E poi, al centro del telegiornale, fra la notizia sulla scomparsa della ragazza italiana in vacanza in Spagna e quella della tragica morte per annegamento di una madre, ecco il cardine di tutta l’edizione: un parroco si è improvvisato poliziotto e ha arrestato un rom mentre derubava i fedeli!
Cavolo, che notiziona! La vicenda è stata descritta nei minimi particolari. Il parroco, improvvisamente assalito da un impeto di giustizialismo (in questo caso, a differenza di Di Pietro, più che lecito), ha fermato (in che modo non si sà, forse lanciandogli addosso l’acquasantiera) un rom mentre stava tentando di derubare i fedeli (tutti in un colpo solo). Innanzitutto lode al parroco che ha saputo leggere nella mente del rom, riuscendo a capire in anticipo le sue intenzioni. Peccato però che il reato di “tentato furto ai fedeli nelle parrocchie durante la santa messa” non sia stato introdotto con il Decreto Sicurezza, forse questa piccolezza era scappata all’emissario di Gesù Cristo sulla Terra quando incontrò privatamente suo padre, cioè Dio, in quel caso nelle vesti di Silvio Berlusconi.
Ad ogni modo, il sacerdote in questione era probabilmente un infiltrato di Lega Nord sotto mentite spoglie. Quando si dice l’abito non fa il monaco! In questo caso, l’abito non faceva il prete. Prete che è stato il protagonista designato per la puntata odierna della soap opera “Xenofobia: disinformiamoli tutti“, prodotta da Mediaset e trasmessa dai Tg nazionali, ogni giorno, in quasi tutte le edizioni.
Ciò che fa più ridere non è solo il fatto che ora oltre ad un esercito per le strade, ne avremmo anche uno schierato dal vaticano nelle parrocchie, no, quello che suscita un sottile riso di disgusto è che i piccoli ladri, quelli che appartengono alla microcriminalità, vengano “arrestati” (non si è ancora capito in che modo, ndr) proprio dai rappresentati di una delle istituzioni più ladre d’Italia, i quali appartengono di conseguenza ad una criminalità ben organizzata, un associazione per delinguere finalizzata alla sottrazione indebita di denaro pubblico.
Per quale motivo? Molto semplice. A milioni di cittadini italiani vengono sottratte, ogni anno, quasi a loro insaputa, piccolissime somme di denaro che, una volta sommate, risultano un introito annuo di quasi un miliardo di euro. In questo articolo di Cinzia Sciuto viene ripercorsa la storia dell’otto per mille alla chiesa cattolica. Inoltre è mostrato in cosa consiste il subdolo inganno architettato dalla politica italiana, assieme al Vaticano.
Così abbiamo i nuovi James Bond in veste sacerdotale che arrestano presunti criminali colti in flagranza di reato (sempre presunto) che, essendo giustamente mantenuti dai cittadini italiani, si prendono anche la briga di svolgere loro stessi il lavoro delle forze dell’ordine. La Chiesa Cattolica non dà più da mangiare agli affamati, adesso si è specializzata nell’arresto dei bisognosi: in carcere di sicuro qualcosa da mangiare glielo danno. Lo fanno per il loro bene.
Non resta che pensare a quale notizia apparirà sui giornali tra qualche giorno, visto il clima di “alta tensione” creato dai media. Forse qualcosa di simile a “Rom bloccato e arrestato dal coro di una parrocchia. Rubava denaro ai fedeli! In realtà è stato un grosso sbaglio: si trattava solo dell’uomo addetto alla raccolta delle offerte”.
La sicurezza sia con voi.
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Suspence… la poesia di Carlo Cornaglia
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