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Le capre raccomandate

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Inizio settembre. Inizio immatricolazioni universitarie. Inizio dei test per le facoltà a numero chiuso, soprattutto per le lauree sanitarie e per quella in Medicina e Chirurgia. Quindi, di conseguenza, inizio delle raccomandazioni e dei concorsi truccati.

Si perchè lo scandalo che ha colpito l’università di Bari era qualcosa di veramente eclatante. Ma voi credete che, ad esempio, l’Università di Bologna — quella della mia città — sia poi tanto meglio? Assolutamente no. Le raccomandazioni ci sono eccome. Tutti i figli dei medici che hanno un irrefrenabile voglia di entrare a medicina, ma che magari sono delle emerite capre, superano il test. Magari anche con ottimi risultati (in graduatoria truccata, s’intende).

Il problema di fondo però è un altro. La raccomandazione in sè non è più reato dal 1997. Ma solo se si tratta di raccomandazione. Non di falsificazione di documenti, di prove di accesso o di concorso pubblico. Questo è un reato, eccome! Raccomandare uno studente facendogli passare il test di Medicina significa, nel caso in cui l’interessato risultasse non idoneo, falsificare il test e di conseguenza la graduatoria. E qui si cade nel penale. Soprattutto se poi si scopre che dietro c’è della concussione, e in Italia ce n’è tanta (vedi caso Mastella-Sanità & Co), che è il reato più grave nei confronti della pubblica amministrazione.

A volte però, si sentono discorsi quasi privi di senso, nonchè contraddittori. Per esempio il grande medico importante, magari primario di qualche reparto o luminare nel campo dei trapianti, decide di individuare quelle tre o quattro persone che hanno un’intelligenza superiore alla media, e che quindi devono entrare per forza nella facoltà, per mettersi al servizio della sanità pubblica e magari salvare centinaia di vite.

Certo, detto così risulta quasi lodevole come azione. Ma io sono fin troppo fiscale e corretto e quindi mi domando: ma se davvero l’intelligenza di queste eventuali persone è sopra la media, perchè non farle partecipare come tutti gli altri alla prova d’ingresso, senza alcun tipo di favoreggiamento? Riuscirebbero a superarla a pieni voti. Invece no.

La risposta che ho cercato di darmi, e che presumo sia quella esatta, è la seguente:  nessuno caso di “raccomandazione” ha alle sue spalle un ragionamento di quel tipo. I “raccomandati” — che io chiamerei più propriamente “truccati” — sono semplicemente legati a qualche personaggio “potente”. Chi è amico, chi è cugino, chi è nipote, chi è amico dell’amico, chi è collega, chi è figlio, chi è figlio del collega e chi è collega del figlio e così via. Una spirale interminabile che, su 300 posti disponibili e su 1500 domande, seleziona, ogni anno, una media di trenta raccomandati. Un terno al lotto!

E il ragazzo intelligente, che avrebbe finito di laurearsi in corso e che è stato scavalcato dalla capra raccomandata? Per usare un francesismo: sono cazzi suoi.

Bisognerebbe fare, però, un discorso molto (ma molto) più ampio a riguardo. Se tutto il mondo è paese (e non è vero perchè nel resto d’europa i concorsi pubblici sono molto più seri che da noi), come si dice in questi casi, il nostro Paese è molto più paese degli altri. Un paese così piccolo e così culturalmente arretrato che, ormai, ha fagocitato al suo interno una serie di comportamenti scorretti, anche moralmente, ma non solo, trasformandoli in veri e propri tumori del tessuto sociale e, come spesso avviene, “normalizzandoli”. Si arriva quindi a parlare di “normalizzazione” di certi comportamenti pseudo-mafiosi che accompagnano da ormai duecento anni la storia Italiana.

Normalizzazione significa che se tutto è mafia, allora niente è mafia. Vale a dire che se tutto è truccato, tutto è raccomandato, tutto è lobbizzato e tutto è malato, allora la società  civile arriva, volente o nolente, ad accettare certi tipi di comportamento che, altrimenti, sarebbero da considerate osceni o, per meglio dire, criminali. “Lo fanno tutti“. “Ovunque è così“. “Siamo in Italia“. Queste le frasi che giustificano e alimentano il marciume del nostro Paese.

Io personalmente ho deciso — e sono fiero di questo — di seguire l’iniziativa di Outing Civile di Sabina Guzzanti. Seganalate tutti gli amici o i parenti di medici o personaggi in vista nel mondo della sanità che sono riusciti ad entrare a medicina e, se siete davvero sicuri che al liceo erano delle grandissime capre, urlatelo al mondo. La gente non è tutta imbambolata. C’è ancora chi ha voglia di vivere in un paese libero da un’oligarchia che premia i rapporti mafiosi e stronca le menti pensanti.

Io, ovviamente, farò la mia parte.

SEGNALAZIONI


Dal blog Voglioscendere.it il testo integrale della sentenza del Tribunale Civile di Milano che ha rigettato le domande avanzate da Silvio Berlusconi nei confronti dell’Economist, dopo che questi aveva citato il settimanale britannico per diffamazione, a seguito di una famosa copertina che, prima delle elezioni del 2001, titolava “Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy” (perché Silvio Berlusconi non è adeguato a guidare l’Italia).

I video della presentazione di “Bavaglio” a Roma


Bye bye Alitalia – guarda il video di Roberto Corradi

Written by matteo89

Settembre 5, 2008 a 4:51 pm

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