Archive for Settembre 17th, 2008
Vilipendio al diavolone

Quando dicono che siamo ormai alla frutta, si sbagliano. Siamo molto più in basso. Siamo vicini al degrato più totale. Sia per quanto riguarda la libertà di informazione — ma soprattutto quella di pensiero e di opinione — sia per quanto riguarda la situazione politica. Viviamo in un Paese che ha tantissimi punti in comune con la vecchia Italia di Mussolini. Certo, il tutto è esposto in chiave moderna e mascherato agli occhi della “povera” gente ma, di fatto, sempre di fascismo si tratta.
La prima regola è bloccare l’informazione, sotterrarla, renderla vuota e inutile. La seconda regola sta nell’eliminare gli ultimi soggetti pericolosi, sparando la stronzata più grossa, tanto tutti ci credono. Ad esempio denunciare un attrice satirica, la Guzzanti, per vilipendio al Papa. Solo per aver espresso un suo liberissimo pensiero (che si è poi rivelato lo stesso pensiero di migliaia di altre persone).
Partendo dal presupposto che le affermazioni della Guzzanti possano essere più o meno condivisibili, che possano essere più o meno volgari — e qui inizierei a chiedermi cosa è volgare e soprattutto perchè certe parole vengono considerate volgari solo in determinate circostanze — ecco partendo da questi presupposti, rimane comunque un grosso dilemma in tutta questa vicenda: come fanno a denunciare una persona (la Guzzanti) ritenendola colpevole di un reato che non solo non ha commesso, ma che proprio non esiste!? In nessun codice civile o penale italiano appare il reato di vilipendio al Papa. E anche qualora venisse considerato come un capo di stato estero (perchè in fondo è semplicemente questo), ecco anche in questo caso non sussiste alcun tipo di reato che punisca l’offessa rivolta ad un capo di un altro stato.
Però sono stati bravissimi, minuziosi in ogni dettaglio, quando nei telegiornali e nei giornali ci spiegavano a quanti anni di carcere sarà condannata la Guzzanti — per aver espresso un suo personalissimo parere, e qui si cade nella mentalità e nei meccanismi della politica fascista —.
E la Carfagna? Ve la ricordate la Carfagna? Quella che dopo essere stata accusata di aver fatto dei pompini al presidente del consiglio (accuse documentate da intercettazioni telefoniche) ha detto, fiera del suo ruolo, “io continuerò su questa strada” (complimenti!, NdR). Ecco, lei, infuriata dopo le affermazioni della Guzzanti (che si era limitata a raccontare le intercettazioni telefoniche pubbliche di questa specie di ministro-velina-decelebrata). Anche lei aveva minacciato querele, processi, anni e anni di condanne. Sembrava dovesse scatenarsi l’uragano del secolo. E invece? Niente di tutto questo. Tutti in silenzio. Come dei cani bastonati. Anzi, come dei “froci” bastonati (e qui ci avviamo verso la conclusione).
Le aggressioni per omofobia, in Italia, ogni giorno, sono decine. In ogni città si organizzano dei veri e propri raid anti-omosessuale. A Roma c’è quasi più di un aggressione al giorno. E la chiesa cattolica non fa altro che fumentare questo odio, continuando imperterrita a denigrare in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo chi non si comporta come Adamo ed Eva.
Il primo a comportarsi così è proprio il Papa, Joseph Ratzinger. Che di raid nazisti ne sa qualcosa e, probabilmente, ne sentirà la nostalgia. Ebbene, come scrisse Dante Alighieri nella divina commedia settecento anni fa, e come ha riletto in chiave moderna Sabina Guzzanti, per la legge del contrappasso, il nostro Joseph finirà all’inferno inseguito da “diavoloni frocioni” poichè in vita non ha fatto altro che perseguitare uomini che amavano altri uomini, e donne che amavano altre donne.
Probabilmente all’inferno ci sarà qualche politico che si adopererà per denunciare il diavolo in questione per vilipendio al Papa. O, visto il rovesciamento delle parti, qualcun’altro denuncierà il Papa per vilipendio al diavolone.
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SEGNALAZIONI
Il manifesto degli scienziati antirazzisti – aderisci
la politica delle puttane – la nuova puntata della rubrica di Passaparola con Marco Travaglio
Cala l’otto per mille alla Chiesa Cattolica. E la Cei corre ai ripari – da Micromega.net




