Archive for Novembre 2008
Costituzione, vade retro

A volte, per una serie di ragioni, capita che alcuni articoli della Costituzione Italiana ci passino sotto gli occhi. Articoli che in qualche modo riguardano proprio giovani studenti, liceali e universitari, ma anche studenti in cerca di lavoro o già laureati. Oppure ricercatori precari. Insomma, un po’ tutti.
Ebbene questa veloce rinfrescata può far capire quanto sia bella la nostra costituzione ma, allo stesso tempo, anche quanto sia stata privata del suo vero significato, quanto sia ormai diventata un libro con una bellissima copertina ma fondamentalmente vuoto. Facciamo subito un esempio.
Articolo 34: La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Questo articolo, di pochissime righe, racchiude l’essenzialità del nostro sistema scolastico, nonché le basi su cui esso si fonda. Ma, come dicevamo sopra, è solo ed esclusivamente apparenza. E lo dimostra il fatto che, proprio ultimamente, si senta il bisogno di attuare una riforma scolastica che miri alla meritocrazia, favorendo “i capaci e i meritevoli” i quali “hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi anche se privi di mezzi“.
Ma per quale motivo andare a creare una legge di questo tipo, visto che è già tutto scritto nella Carta Costituzionale (vedi art. 34)? Che bisogno c’è di fare riforme quando ci sono leggi che già regolano questi sistemi? C’è una spiegazione a questo (finto) bisogno?
Certamente. Ed è semplice. Con questo pretesto si tenta di mascherare un sistema malsano che ormai ha spinto la scuola italiana nelle posizioni più basse delle classifiche mondiali.
Inoltre bisogna tener conto che ogni singolo articolo della Carta è paurosamente attuale. I costituenti, 60 anni fa, sono riusciti a prevedere ogni preciso mutamento possibile della società. Tutti siamo a conoscenza dell’esistenza della Costituzione. Pochi però la leggono. Pochissimi la studiano. Nessuno ormai la mette più in pratica. A volte la costituzione non andrebbe cambiata, ma semplicemente attuata.
No, They Can’t

Meno male che negli Stati Uniti ci sono le elezioni! I nostri direttori dei telegiornali, ma soprattutto i nostri politici, non aspettavano altro: un motivo più che valido per sotterrare senza grandi giustificazioni i veri problemi che affliggono il nostro paese in questi giorni. For example, per dirla alla Obama, la non-lotta alla Camorra. Anzi, il totale disinteressamento sul tema.
Qualche giorno fa, a Secondigliano, sono stati gambizzati dei ragazzi, tutti giovanissimi — dai 12 ai 16 anni — da parte di una banda facente capo alla camorra, precisamente al clan dei Casalesi, che controlla la zona. Lo stesso gruppo camorristico che vuole morto Roberto Saviano. Ebbene, la risposta a questo gravissimo avvenimento è stata molto chiara: la criminalità organizzata non è una priorità di questo governo, e a quanto pare nemmeno di quella fasulla opposizione portata avanti dal Partito Democratico.
Ma andiamo per ordine. Analizziamo quali sono i cancri che divorano l’intestino del nostro paese, partendo proprio dalle mafie — e in questo caso dalla Camorra — e soffermandoci su alcuni segnali che denotano il totale menefreghismo (vogliamo credere che sia semplice menefreghismo? O c’è qualcosa di più grosso sotto?), menefreghismo nei confronti di temi così delicati.
In parlamento, tra i non eletti dal popolo (a causa delle liste bloccate delle ultime elezioni) siede Nicola Cosentino. E non è uno qualunque, bensì il sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi. Quindi viene da pensare sia un uomo onesto, fedele al suo incarico e senza alcun tipo di collusione mafioso-camorristica. E invece — non lo avremmo mai detto — anche Cosentino ha le sue malefatte. E sono fatte davvero molto, molto male!
Il parlamentare del PDL, infatti, è stato chiamato in causa da ben 5 pentiti appartenenti al clan dei Casalesi (considerati più che attendibili dai magistrati che raccolgono le loro confessioni dal 1996 al 2008, ndr).
“Durante la mia latitanza molto spesso mi sono incontrato con l’onorevole Nicola Cosentino. Egli stesso esplicitamente ci aveva detto di essere a nostra disposizione (dei casalesi, ndr)…” racconta il pentito Dario De Simone. Pentito che fu anche capo del clan, colpevole di dieci omicidi e collaboratore di giustizia dal 1996, quando le sue rivelazioni cominciarono a risultare determinanti per il maxiprocesso Spartacus (nel quale fu condannato anche Vittorio Mangano, ex stalliere del nostro attuale presidente del consiglio).
“L’onorevole — continua De Simone — aveva avuto espressamente il nostro aiuto per le sue elezioni, era a disposizione per qualunque cosa noi gli avessimo potuto domandare. Se gli avessimo chiesto un certo tipo di lavoro pubblico, non esisteva che potesse rifiutarsi“. Dichiarazione rilasciata dopo l’omicidio del fratello da parte del clan.
Tutti sono a conoscenza di questi fatti e di queste confessioni, rilasciate ben prima dell’elezione di Cosentino. Ma nessuno si è mai posto il problema. Si porta avanti la lotta alla mafia, si fanno campagne per sostenere Roberto Saviano, ma nessuno pensa di restituire alla vita di tutti i giorni Cosentino, un colluso con la camorra che occupa il posto di sottosegretario all’Economia.
Cosentino è indagato dalla procura antimafia di Napoli per almeno tre ipotesi di reato, tra le quali è presente l’accusa “di avere dominato consorzi per la raccolta dei rifiuti in accordo con i boss più feroci“. E adesso continua a dirigere industurbato la politica economia dell’intero Paese.
Ma il punto è un altro. Al governo in carica — il governo della sicurezza, il governa della “tolleranza zero”, il governo delle impronte digitali ai bambini rom — non importa assolutamente la lotta alla camorra e alle mafie. Anzi. La commissione parlamentare antimafia, istituita a grande velocità il 4 agosto scorso, non ha ancora eletto i suoi membri. Ma questo è il minimo! Pensate che al momento dell’approvazione della legge per la commissione (la Cpa viene creata su decreto legge, ndr) si sono imposti una priorità fondamentale, che rende il tutto ancora più grottesco e al limite dell’assurdo. La priorità imponeva il diviedo di nominare chi fosse stato rinviato a giudizio per una lista di reati, tra cui la corruzione, la concussione, il riciclaggio e persino l’associazione mafiosa!
Pensateci bene: hanno dovuto precisare che nella COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA non ci fossero rinviati a giudizio per il reato di ASSOCIAZIONE MAFIOSA. Sorge spontanea la domanda: sono tutti deficenti, vogliono semplicemente farcelo credere, oppure il marcio della politica italiana ha raggiunto livelli epocali? Ce la possono fare?
Barack Obama, in questi casi, sarebbe più che chiaro: No, They Can’t!




