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Archive for Novembre 4th, 2008

No, They Can’t

con un commento

Meno male che negli Stati Uniti ci sono le elezioni! I nostri direttori dei telegiornali, ma soprattutto i nostri politici, non aspettavano altro: un motivo più che valido per sotterrare senza grandi giustificazioni i veri problemi che affliggono il nostro paese in questi giorni. For example, per dirla alla Obama, la non-lotta alla Camorra. Anzi, il totale disinteressamento sul tema.

Qualche giorno fa, a Secondigliano, sono stati gambizzati dei ragazzi, tutti giovanissimi — dai 12 ai 16 anni — da parte di una banda facente capo alla camorra, precisamente al clan dei Casalesi, che controlla la zona. Lo stesso gruppo camorristico che vuole morto Roberto Saviano. Ebbene, la risposta a questo gravissimo avvenimento è stata molto chiara: la criminalità organizzata non è una priorità di questo governo, e a quanto pare nemmeno di quella fasulla opposizione portata avanti dal Partito Democratico.

Ma andiamo per ordine. Analizziamo quali sono i cancri che divorano l’intestino del nostro paese, partendo proprio dalle mafie — e in questo caso dalla Camorra — e soffermandoci su alcuni segnali che denotano il totale menefreghismo (vogliamo credere che sia semplice menefreghismo? O c’è qualcosa di più grosso sotto?), menefreghismo nei confronti di temi così delicati.

In parlamento, tra i non eletti dal popolo (a causa delle liste bloccate delle ultime elezioni)  siede Nicola Cosentino. E non è uno qualunque, bensì il sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi. Quindi viene da pensare sia un uomo onesto, fedele al suo incarico e senza alcun tipo di collusione mafioso-camorristica. E invece — non lo avremmo mai detto — anche Cosentino ha le sue malefatte. E sono fatte davvero molto, molto male!

Il parlamentare del PDL, infatti, è stato chiamato in causa da ben 5 pentiti appartenenti al clan dei Casalesi (considerati più che attendibili dai magistrati che raccolgono le loro confessioni dal 1996 al 2008, ndr).

“Durante la mia latitanza molto spesso mi sono incontrato con l’onorevole Nicola Cosentino. Egli stesso esplicitamente ci aveva detto di essere a nostra disposizione (dei casalesi, ndr)…” racconta il pentito Dario De Simone. Pentito che fu anche capo del clan, colpevole di dieci omicidi e collaboratore di giustizia dal 1996, quando le sue rivelazioni cominciarono a risultare determinanti per il maxiprocesso Spartacus (nel quale fu condannato anche Vittorio Mangano, ex stalliere del nostro attuale presidente del consiglio).

L’onorevole — continua De Simone — aveva avuto espressamente il nostro aiuto per le sue elezioni, era a disposizione per qualunque cosa noi gli avessimo potuto domandare. Se gli avessimo chiesto un certo tipo di lavoro pubblico, non esisteva che potesse rifiutarsi“. Dichiarazione rilasciata dopo l’omicidio del fratello da parte del clan.

Tutti sono a conoscenza di questi fatti e di queste confessioni, rilasciate ben prima dell’elezione di Cosentino. Ma nessuno si è mai posto il problema. Si porta avanti la lotta alla mafia, si fanno campagne per sostenere Roberto Saviano, ma nessuno pensa di restituire alla vita di tutti i giorni Cosentino, un colluso con la camorra che occupa il posto di sottosegretario all’Economia.

Cosentino è indagato dalla procura antimafia di Napoli per almeno tre ipotesi di reato, tra le quali è presente l’accusa “di avere dominato consorzi per la raccolta dei rifiuti in accordo con i boss più feroci“. E adesso continua a dirigere industurbato la politica economia dell’intero Paese.

Ma il punto è un altro. Al governo in carica — il governo della sicurezza, il governa della “tolleranza zero”, il governo delle impronte digitali ai bambini rom — non importa assolutamente la lotta alla camorra e alle mafie. Anzi. La commissione parlamentare antimafia, istituita a grande velocità il 4 agosto scorso, non ha ancora eletto i suoi membri. Ma questo è il minimo! Pensate che al momento dell’approvazione della legge per la commissione (la Cpa viene creata su decreto legge, ndr) si sono imposti una priorità fondamentale, che rende il tutto ancora più grottesco e al limite dell’assurdo. La priorità imponeva il diviedo di nominare chi fosse stato rinviato a giudizio per una lista di reati, tra cui la corruzione, la concussione, il riciclaggio e persino l’associazione mafiosa!

Pensateci bene: hanno dovuto precisare che nella COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA non ci fossero rinviati a giudizio per il reato di ASSOCIAZIONE MAFIOSA. Sorge spontanea la domanda: sono tutti deficenti, vogliono semplicemente farcelo credere, oppure il marcio della politica italiana ha raggiunto livelli epocali? Ce la possono fare?

Barack Obama, in questi casi, sarebbe più che chiaro: No, They Can’t!

Written by matteo89

Novembre 4, 2008 alle 9:31 pm